venerdì 4 maggio 2012

Racconta le tue esperienze all'arena


Tema: la corrida di Cebada Gago a Saint Martin de Crau

Svolgimento: cuando hay toros no hay toreros


(foto Paolo Dallorso)

mercoledì 2 maggio 2012

I Pagès-Mailhan e il vento del sud

Prima corrida della Feria de la Crau, e ad attendere i tre uomini sbuffavano nelle cellette sei tori di Pagès-Mailhan e soffiava nell'arena un caldo e tumultuoso vento del sud: il sabato nella steppa provenzale iniziava con i dubbi dei (non molti) aficionados presenti, impressionati dalla fama di bravura che precedeva i cornuti locali e dalle folate di quell'aria africana che scuoteva le chiome degli alberi nel viale.
A fine giornata sarà al vento che dovremo addebitare i maggiori pericoli per gli uomini: irregolari e incostanti, i santacoloma francesi solo a sprazzi hanno portato in pista personalità e casta.

Javier Castaño vedeva uscire, in prima posizione, un toro invalido e con le corna presto esplose: dopo un primo tercio senza sostanza il torero doveva dedicarsi ad una faena di emergenza ad un avversario che sarà fischiato all'uscita.
Protestata la presentazione anche per il quarto della giornata, che poi Tito Sandoval riusciva a mettere in luce chiamandolo al cavallo in tre riprese: muleta in mano, Castaño aveva a che fare con un toro riservato e con un vento vigliacco che lo scopriva presto, dando un vantaggio pericoloso al suo opponente. Silenzio per lui dopo un tentativo poco sensato e infatti fallito di recibir.

Pouderoso, secondo del lotto, era il toro del week-end: una prima picca presa con bravura e forza, mettendo le reni, altre due entrate con slancio (l'ultima da centro pista) pur se con meno convinzione una volta le corna nel materasso. Lescarret accoglieva Pouderoso con una serie di doblones pesanti e buoni, ma il suo tentativo di dominare si limitava a questi: Pouderoso era un toro completo, con una carica esplosiva e con forza nei muscoli e nelle vene, ossessionato dalla muleta che attaccava con foga e nobleza viva, pronto a ricominciare ad ogni uscita per rituffarsi a capo chino nuovamente nel panno. Lescarret provava ad arginare questo torrente in piena con uno sforzo onesto e sincero, ma la pressione che gli metteva quel toro vivo e selvaggio era troppo: spinto da una parte all'altra dell'arena, scaravoltato per aria fortunatamente senza conseguenze, conscio della sconfitta andava a cambiare la spada dopo dieci minuti di combattimento sfiancante.
Ma Pouderoso non si lasciava vincere con troppa facilità, trascinava Lescarret alla soglia del terzo avviso dopo una ventaglio di tentativi mal riusciti (mezza trasera, pinchazo, metisaca, caida) e ogni volta resistendo, rialzandosi, lottando contro la morte, e accasciandosi con la bocca ancora chiusa.
Vuelta meritata per lui, un signor toro, e silenzio rispettoso per l'uomo.
Tre picche anche per il quinto della giornata, piccante e malmostoso, capace di difendersi alle banderiglie e poi di attaccare nell'ultimo tercio, senza trovare in Lescarret, ancora provato, una qualche resistenza.

Parlando di uomini, la sorpresa del pomeriggio veniva dal giovane Delgado: postura elegante, quieto con la muleta in mano, ci regalava i momenti di toreo più plastico e armonico della corrida. Certo i mezzi sono ancora quelli di un novizio, e le grosse lacune con la mano sinistra ne hanno guastato la prestazione.
Il suo primo avversario, Gitano,  si presentava con un fisico da novillo prestamente fischiato dagli spalti: senza gloria al cavallo, Gitano era potabile sul corno destro, che Delgado sfruttava per un paio di serie riuscite. Ma quando il vento rivelava al toro qualcosa di più consistente dietro la stoffa rossa, la faena cambiava registro e, soprattutto a sinistra, diventava sfilacciata e difficile. Un pugnale rabbioso e fulminante liberava il ragazzo dalle sue angosce.
Chiudeva una giornata non brillante il non certo brillante Turronero: male nel cavallo e male di fronte ai subalterni, approfittava comunque dell'aria che gli lasciava Delgado per arrivare nella muleta con velocità: ma ancora, la faena si sviluppava in due movimenti diversi e opposti - ben condotta e ispirata a destra, male amministrata e in calando a sinistra.
Una buona entrata per uccidere valeva a Delgado la sola orecchia della serata.

Encierro al di sotto delle aspettative dunque quello di Pagès-Mailhan, che in molti tra gli aficionados presenti credevano potesse portare, dai suoi pascoli non lontani dalle Saintes Maries de la Mer, un sestetto maggiormente interessante e vibrante.
Molto sospette le corna di più di un esemplare.


martedì 1 maggio 2012

Corrida magrittiana





Dopo la corrida goyesca di Madrid o Ronda o altrove, dopo la corrida picassiana di Malaga, signori e signori ecco il nuovo matrimonio tra tauromachia e arte pittorica: Saint Martin de Crau ha inaugurato domenica, suo malgrado, la prima edizione della corrida magrittiana.

Esaù Fernandez ha elevato in dieci minuti sciagurati il surrealismo a catastrofe non solo taurina ma interplanetaria, ha stuprato le idee di valore e coraggio e serietà che fanno del torero un superuomo, ha catapultato l'arena di Saint Martin in un buco nero impensabile.
Beccato da qualche olé di scherno al sesto toro, dopo non essersi brigato di allontanarsi nemmeno mezzo metro dal burladero né per saggiarlo con la capa, né per metterlo in posizione alla picca, nè per fingere un minimo di impegno e dunque lasciando tutta la responsabilità ai subalterni, presa la muleta in mano il prode Esaù si è avvicinato al suo avversario: ancora qualche olé di rimprovero e sarcasmo dal pubblico, un solo passo con il panno, e il nostro se ne partiva con fare indignato verso le assi.
Presa la spada, e con gesti plateali facendo capire alle gradinate che lui non accettava rimbrotti, si accaniva sull'animale per ucciderlo malamente in più tentativi frettolosi e supponenti.
Come se quel Cebada Gago fosse un fastidio di cui sbarazzarsi presto, come se quell'arena e quegli aficionados fossero uno sfortunato ed obbligato incidente in una stagione fatta di glorie nelle più blasonate arene del mondo.

Esaù Fernandez è stato vergognoso e pessimo, e pure demenziale: ha voluto giocare la parte del torero geniale e imprevedibile, ma il problema è che Esaù Fernandez sta a Curro Romero come Bombolo sta a Marlon Brando.
Curro Romero poteva permettersi di non vedere il toro, certo, ma Curro Romero trasformava la bronca in ovazione solamente uscendo con passo torero dall'arena.
E Curro Romero era Curro Romero.

Esaù Fernandez merita di non firmare più contratti, in Francia sicuramente ma ci auguriamo anche altrove, per questa stagione e magari le prossime.
O si è torero o non ci si veste di luci, ché il toro e il pubblico e la professione richiedono rispetto, totale e devoto.

Questo è una pippa.


(qualche notizia in più qua; artwork Alle Cinque della Sera)



venerdì 27 aprile 2012

Una foto (16)








(foto Ronda - St Martin de Crau; per una qualche ragione che mi sfugge, cliccando sulla foto si vede l'immagine meglio definita)

mercoledì 25 aprile 2012

Toreria





martedì 24 aprile 2012

I tormenti di un critico disilluso

Inizia la settimana dei farolillos a Siviglia e Antonio Lorca ci regala un testo lucido e amaro, che certo lo esporrà alle critiche feroci del mundillo e che pure contiene più verità di quanta se ne possa trovare nelle arene frequentate dalle superstar, oggi.

"La fiesta vive oggi un momento particolarmente cruciale per il suo futuro. Il toro bravo è una specie in via di estinzione. La manipolazione genetica che esercitano gli allevatori sotto le pressioni costanti delle figuras ha prodotto un animale dal comportamento invalido, debole, carente di bravura e casta e dal temperamento docile. Una caricatura che suscita disagio, fastidio, rammarico, noia e una profonda delusione.(...)E che non si equivochi: l'arte del toreo è possibile certo grazie alla nobleza del toro, ma ciò che la rende grandiosa è il toro de poder, con casta e fiero; ben presentato, serio, armato, vibrante, encastado, aggressivo."


(foto Ronda, particolare della Real Maestranza)

lunedì 23 aprile 2012

Concorso in diretta da Saragozza

Per chi non è al lavoro, per chi non è a fare footing in campagna o a spingere un carrello tra le corsie di un supermercato, oggi pomeriggio dalle 17.30 in poi Aragon Tv trasmette in diretta streaming la corrida concorso in programma a Saragozza.