sabato 20 febbraio 2010

Aficion del Tio Pepe


A chi folgorato sulla via di Las Ventas, al nuovo adepto che si affaccia ai misteri della tauromachia, all'aficionado all'inizio del cammino, all'appassionato in cerca di riferimenti e punti fermi...a chi mi chiedesse un libro, un solo libro sui tori da portare sull'isola deserta o tenere a portata di mano sul comodino, pronto all'uso, beh non avrei dubbi.
Un consiglio secco, senza indecisione: Aficion del Tio Pepe è il libro da leggere.

Aficion sta alla letteratura taurina come Cent'anni di solitudine sta a quella sudamericana, La Repubblica di Platone sta alla filosofia politica, il Don Chisciotte al romanzo picaresco: un testo che segna un prima e un dopo, che è paradigma e modello, completo, rigoroso, appassionante e a tratti anche divertente.

Costruito come dialogo tra un aspirante aficionado, ben poco aduso alle cose taurine, e lo stesso Tio Pepe, Aficion è un libro di carattere, che sprigiona autorevolezza dalla prima all'ultima delle sue righe, che parla e spiega a chi vuole capire, a chi già sa, a chi pensava di sapere.
Nelle risposte alle domande a volte innocenti a volte più ficcanti del suo intervistatore, Tio Pepe sciorina una sapienza non comune, ne approfitta per illustrare i fondamenti della tauromachia, per insegnare l'amore verso il toro, per dare coordinate.

il libro non è facile da trovare, fuori edizione ormai da un bel pò è reperibile solo su internet a prezzi non sempre accesibili, e pure è un libro da avere, curare, e studiare.


Querencia significa il punto della pista dove il toro si posiziona di preferenza, perché lì si trova meglio che altrove? E' cosi?

Si, e quando da lì lo si è allontanato, se non si è attenti ci ritornerà subito. Non è grave se il toro bravo ha scelto per querencia il centro della pista, che è il suo vero posto. Semplicemente, il torero dovrà fare molta attenzione alla posizione in cui si metterà lui stesso per toreare, per non trovarsi, come un ostacolo, sulla traiettoria verso questo luogo privilegiatio; sennò sarà travolto e anche ferito. Dominare un toro bravo la cui querencia sta al centro della pista è l'essenza dell'arte del toreo.

Ma le querencias in altri punti che non siano il centro?

Il problema non è lo stesso. Può darsi che un toro elegga a querencia le assi lungo la pista, o soprattutto che si rifugi nei pressi della porta del toril, dalla quale è uscito pochi minuti prima. E' soprattutto questa querencia che è fastidiosa, e spesso pericolosa.

E dunque che fare?

Non ci sono che due soluzioni: o portarlo via da là o prendersi dei grossi rischi e torearlo nella querencia.
Più spesso il torero moltiplicherà gli sforzi per allontanare il toro da questa posizione. Bisogna avanzare ben di fronte al toro, offrirgli la muleta ben salda in fondo al braccio allungato, ed essere coscienti di chiamare a sé il pericolo. Poi, pian piano rinculando, senza che il toro perda di vista il panno a portata di muso, tirarlo verso il centro della pista o tutt'al più a metà strada, nei tercios. E' per questo che questi passi si chiamano passes de tiron. La riuscita è completa quando il torero riesce a trascinare il toro fino alla parte opposta della pista. E in ogni caso, appena lo si è tirato fuori dalla sua querencia, non bisogna mai abbandonarlo a sé, altrimenti immediatamente ritornerà verso il suo angolo favorito.
Il principio è dunque di disorientarlo, ma perché l'effetto sia duraturo il torero deve immediatamente incatenare dei passi diversi fino a che non avrà imposto la sua volontà all'animale.
Quando vedrete una cosa così, applaudite con tutte le vostre forze.

Seconda soluzione: toreare nella querencia.

E' un'altra tattica. Avanzare in questo ristretto terreno e qui provocare il toro è, lo capite bene, prendere dei rischi supplementari. Spesso attaccato alle assi, il toro dispone di accresciuti vantaggi: è nel suo terrreno e su più di 180 gradi è pronto a incornare ogni intrusione nel suo territorio.
Il torero deve avventurarsi alla portata delle corna, avendo ben cura di calcolare al centimetro il margine di sicurezza. C'è, ma non bisogna commettere errori. I primi passi saranno quasi sempre secchi e brutali, come per suscitare l'istinto difensivo dell'animale in aggressività. Allora due cose potranno succedere: o il torero riesce a portare il toro verso i tercios dove lui sarà più a suo agio, oppure dovrà costruire la sua faena sul posto, approfittando del fatto che il toro ha più confidenza con quel territorio.

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