
Ai ganaderos che allevano tori di origini dimenticate, tori selvaggi, tori integri e che perciò tengono in vita la corrida. Agli aficionados barcellonesi, che scopriranno in Ceret la vera Catalogna taurina. A Miguel Reta e Loulou Tardieu, ganaderos gentiluomini. A quelli che ancora scrivono pasodobles taurini. A José Prados El Fundi, ché se ne va un torero e di toreri in questo momento c'è molto bisogno. A Cuadri, che porti ancora una corrida così a Las Ventas, l'anno prossimo. A Ponte alle Grazie, che ha avuto proprio una buona idea a pubblicare quel libro. Agli appassionati di Madrid, perché se arriva Simon Casas ne hanno molto bisogno. A tutti i fottuti antitaurini, perché se al mondo c'è posto per i fascisti, c'è posto anche per loro. A Robleño. Ai lettori di questo blog, con un grazie speciale. Alle fanfare che allietano la festa. A tutte le arene di provincia minuscole, polverose e sperdute dove la corrida è, semplicemente, una cosa vera. A tutte le cameriere e bariste che ancora ci serviranno pastis, birrette, copitas e tutto. A chi fuma il sigaro all'arena. Ai club taurini che difendono l'integrità della fiesta. Ai miei amici, quelli che cucinano il bonet e il cocido, quelli del pullmino per Saint Martin e dei pranzi dal Pana, quelli che il Maestro è il Maestro, quelli dei pomeriggi insieme all'arena e delle ciocche alla sera.
E a quella che voleva questo post per limonare un pò.
(foto Ronda)
domenica 25 dicembre 2011
Auguri
martedì 20 dicembre 2011
Filosofia e tauromachia
Filosofia diventa ciò di cui parlano sul toreo tutti quelli che non toreano."
José María Pemán
A questa pagina trovate un interessante studio di una trentina di pagine sulla relazione tra filosofia e tauromachia, ad opera di Julia Rivera Flores, giornalista.
Da scaricare, stampare e leggere assolutamente, e valga come modesto pensierino natalizio.
(foto Ronda)
domenica 18 dicembre 2011
Noi che andiamo ai tori

Non va tutta ai tori, la gente che si incontra per la strada di Alcalà la domenica pomeriggio. C'è chi va, purtroppo, alle partite di calcio, c'è chi va al cinematografo.
Però noi che andiamo ai tori, noi non siamo, di faccia, come gli altri. Fra noi, clienti delle corride, ci siamo sempre riconosciuti dal volto, dagli occhi, dai gesti, dal modo di camminare.
Ai tori si va pensosi ed allegri; preoccupati e soddisfatti della propria preoccupazione.
La fine della corrida non è che la piacevole risoluzione di un felice affanno. Talvolta si va alla corrida in uno stato di ipnotistmo, quasi di allucinazione o di incubo al quale non si ha voglia di ribellarsi.
E' troppo caldo. Talvolta ci si trova all'ingresso di una plaza quasi senza averlo voluto. Bè, sarà bella, come diceva Belmonte, la vita dei toreri, però dico io, è ben bella anche la vita di noi aficionados...
Quell'andare ai tori, a los toros, quando è caldo, quando è il sole è imponente, quando ribolle l'asfalto delle strade...
In fondo, a parte la passione per la corrida, che cosa significa essere aficionados a los toros?...Non so, non lo so con esattezza.
Ma a me, straniero, sembra che significhi, fra l'altro, saper bere certi tipi di vin bianco, saper fumare un'avana, saper ascoltare certe notturne canzoni, saper gustare certe danze.
Solo per convenzione la stagione delle corride va dalla primavera all'autunno e le corride cominciano alle cinque del pomeriggio.
Cercando, la corrida si incontra in spagna, appisolata o deserta, a tutte le ore, in tutti i punti.
Però bisogna sapersi muovere entro il labirinto dell'anima spagnola.
Ecco: essere aficionado credi significhi, per uno straniero, mettersi in condizione di sapere andare per gli antri dedalei dell'anima spagnola senza dubbi e timori.
Credo significhi sentirsi dentro la Spagna come nel proprio letto, un letto di piume, tiepido, soffice, un letto pieno di sogni.
La Spagna non sarà mai ostile a un aficionado; però, per esserlo, è necessario sentire qualcosa come l'attrazione canora di certi sobborghi di Cordova e di Siviglia ed il richiamo e l'odore di Puerta del Sol e di certe straduzze di Madrid: calle Echegarray, calle Principe, calle della Victoria.
- brano liberamente tratto da Volapié di Max David, ed. Bietti -
(foto Ronda)
sabato 17 dicembre 2011
Tori duemiladodici

Vic Fezensac, terra del toro, ha scelto un ampio ventaglio di encastes per i suoi allevamenti per l'anno prossimo:
- novillada mista con bestie de L'Astarac e di Lartet
- corride di Flor de Jara, La Cruz e Escolar Gil
- concorso con Carriquiri, Moreno Silva, Fidel San Roman, Esteban Isidro, Alcurrucen e El Tajo
Pamplona pure ha completato l'elenco ganadero per San Firmino: JP Domecq, Miura, Victoriano del Rio, El Pilar, Fuente Ymbro, Dolores Aguirre, Cebada Gago, Torrehandilla
Per Siviglia le notizie sono ancora ufficiose, per un elenco nutrito nel quale spiccano la novità di Cuadri e JP Domecq e le conferme di Miura, Nuñez del Cuvillo e Jandilla, e poi ancora Fuente Ymbro, Alcurrucen, Garcigrande, El Pilar, Jandilla e tutte le sfumature del commerciale.
Quelli di Bilbao infine hanno dato un'occhiata nel campo bravo, e dopo una prima scrematura sono quattordici i ferri individuati: è da questi che usciranno i nomi per la prossima settimana grande. Tra gli altri , El Tajo y la Reina, La Quinta, Victorino Martin, Adelaida Rodriguez e, ça va sans dire, Nuñez del Cuvillo.
Dei tori di Cuadri (senza fundas) previsti per Siviglia, già un paio si sono guastati nel campo.
Nuñez del Cuvillo (con fundas) porterà all'arena, quest'anno, 23 corride ossia 138 tori.
(foto Ronda - Escolar Gil a Vic)
mercoledì 14 dicembre 2011
Ceret de toros, 2012
Oggi l'Adac ha confermato i rumor che circolavano negli ultimi giorni:
Domenica 15 luglio, corrida di José Escolar Gil - Encaste: Albaserrata (Fernando Robleño unico espada).
Qua i tori.
(foto Ronda)
martedì 13 dicembre 2011
Olé tus huevos

Il dieci luglio di quest'anno a Ceret l'aria era umida, il cielo ingrigiva di foschia il panorama sui monti, e l'arena era piena.
Rotta la sfilata iniziale, Fernando Robleño usciva dal corridoio e andava a raccogliere l'ovazione del pubblico: dieci anni di tori nella plaza catalana sono un evento da omaggiare e ricononoscere.
Un'oretta e mezzo dopo, quello stesso torero si metteva in mezzo alle corna di Castellano e lo obbligava ad una serie di passi naturali pazzesca per sincerità e profondità: una cannonata la spada, una deflagrazione il descabello, orecchia e ovazione al toro di Escolar Gil.
Dicono che Fernando Robleño sarà ancora sotto ai Pirenei, l'anno prossimo, per affrontarne da solo sei, di quegli Escolar Gil.
Respect.
(foto Ronda - Robleño a Ceret quest'anno)
domenica 11 dicembre 2011
Ai miei amici
Perché per alimentare l'aficion ci vogliono tre cose: toros bravos, toreri ispirati, e gli amici con cui condividere un cocido una domenica di dicembre.
"No me hable usté
De los banquetes que hubo en Roma,
Ni del menú del hotel Plaza en New York,
Ni de faisán, ni de los foiegrases de paloma,
Ni me hable usté de la langosta al thervidor.
Porque es que a mí sin discusión me quita el sueño,
Y es mi alimento y mi placer,
La gracia y sal que el cocidito madrileño
Le echa el amor de una mujer."