
Sul sito ufficiale il programma completo.
Per la cittadina provenzale si tratta senza dubbio del cartel più pallido da parecchi anni a questa parte: poca ispirazione, pochi soldi evidentemente, poca acquolina in bocca per gli aficionados.
Due corride per le star, al venerdì e al sabato, con l'alternativa di Tomasito e la presenza di Juan Mora.
Una domenica con due ferri anche interessanti (Scamandre e Fuente Ymbro) ma senza gli uomini giusti davanti, e i Miura che chiudono al lunedì: El Fundi (la stagione dell'addio?), Alberto Aguilar e Mehdi Savalli per loro.
Il tutto più due novigliade (una con e una senza cavalli) e la corsa di rejon al lunedì mattino.
domenica 30 gennaio 2011
Arles 2011, la Pasqua in tempo di crisi
venerdì 28 gennaio 2011
Manolete sul ghiaccio

Stasera, per gli Europei di pattinaggio di Berna, saranno in gara gli italiani Federica Faiella e Massimo Scali: concorreranno per la disciplina della danza libera.
Confesso che fino a qua non ho la più pallida idea di cosa sto parlando.
Però attenzione!
La loro esibizione avrà per titolo Manolete.
I due compieranno le loro evoluzioni al suono della chitara flamenca di Pepe Romero e la loro danza sarà un omaggio "al più grande torero di tutti i tempi", come recita il loro sito ufficiale.
Massimo Scali si vestirà di un traje de luces e Federica Faiella avrà un abito rosso.
A lei il compito di rappresentare le due passioni, brucianti e letali, di Manolete: la corrida e Lupe Sino.
Sul loro sito qualche informazione in più.
E stasera alle 21 tutti davanti alla televisione, dovrebbe essere su Rai Sport (digitale e satellite).
Poi dicono che l'Italia è un paese antitaurino.
giovedì 27 gennaio 2011
Perché andiamo a vedere la corrida
Vado alle corride
e mi faccio un sacco di chilometri perchè è il bello dei chilometri
perchè fa caldo e c'è puzza perchè è il bello del caldo e della puzza
perchè mi piace cucinare, dipingere, leggere, suonare, pensare, guardare,
andare, riflettere, ballare, saltare, bere, dormire
perchè ammiro chi fa ciò che vorrei aver il coraggio di fare così come detesto
chi fa ciò di cui mi potrei vergognare
perchè sono intransigente ed accetto rimproveri solo da coloro che rispettano
le regole
perchè non accetto maleducazione ed incoerenza
perchè amo il mio paese e mi dispiaccio che non sia supportato da questi
valori
perchè il sentimento non si spiega...
...perchè l'amore non esiste, ma forse mi sbaglio... e con un po' di fortuna
posso trovarlo!
Enrico Ferraris
mercoledì 26 gennaio 2011
Regine

Ottomila aficionados che si assiepano all'arena in una domenica di metà ottobre, che arrivano da ogni parte della città e della regione e da più lontano ancora.
Ottomila aficionados che indugiano a bere un bicchiere prima di entrare, discutendo animatamente, fumando un sigaro.
La musica di una banda.
Le visite alla ganaderias in primavera, ad ammirare lo splendore di quelle bestie nella libertà del campo.
Le foto che gli appassionati fanno al campo e all'arena, si scambiano, ammirano, e sulle quali sognano.
E poi i libri, le corna alle pareti, i ricordi degli anni d'oro.
Tutto questo dove...in una provincia andalusa o in un qualche angolo del sudest francese?
No.
Valle d'Aosta.
Esatto, Valle d'Aosta, Italia.
Perché la Valle d'Aosta è la regione italiana dove resiste e prospera una tradizione taurina viva e vivace: la Battaglia delle Regine, di cui abbiamo già parlato, appassiona una regione intera.
E proprio da laggiù al nord ci scrive Daniele Ronc: giovane fotografo divorato dalla passione per le Regine, tiene un blog sul quale pubblica le sue belle foto dei combattimenti, i ritratti migliori delle camponesse, i volti rugosi degli allevatori.
Reines Vallée d'Aoste merita una visita, per misurare la temperatura all'altra aficion italiana, e per ammirare quelle foto.
E per ricordare che l'Italia ha avuto una lunga tradizione di passione per i tori e di giochi con i tori, una lunga e secolare esperienza di tauromachia.
Chissà che la Valle d'Aosta non sia un mezzo per ricongiungerci alla cultura mediterranea del toro.
Si inizia un anno programmando una course camarguaise nei giorni della finale di Aosta, per un gemellaggio con la vicina Camargue. L'anno dopo anche una course landaise perché no.
Si prosegue incrociando le vacche regine con il ganado bravo.
Dunque qualche mostra, pubblicazioni, e anche una tienta, poi una fiera di tori da combattimento e infine, prima o poi, una corrida.
Sono solo sogni?
Beh certo.
Stiamo scherzando?
Beh certo, ma un pò meno.
venerdì 21 gennaio 2011
I numeri del 2010
Un po’ di numeri dalla temporada 2010, in ordine sparso e senza particolari valutazioni.
Numeri secchi insomma, un po’ come dovessimo giocarli al lotto.
* La ganaderia che ha fatto combattere più tori è Nuñez del Cuvillo, 153. Cifra astronomica, sia chiaro. Segue in classifica Alcurrucen con 115 bestie, e una buona corrida a Bilbao. Terzo posto per Juan Pedro Domecq, 99 tori generalmente disastrosi. Fuente Ymbro (97) e Zalduendo con 96 completano la prima cinquina
* Juan del Alamo è il novillero che ha toreato di più, 37 corse. Alternativa per lui prevista per quest’anno a Nimes. Il francese Thomas Dufau arriva appena dietro con 36 novigliade e a 35 si ferma Esaù Fernandez. Alternative francesi anche per loro la prossima estate.
* Le prime dieci arene di Spagna per numero di corride date sono: Madrid (39), Siviglia (20), Valencia (15), Barcellona (13), Saragozza (11), Bilbao, Albacete e Malaga (10), Alicante (9), Pamplona (8).
* Le prime dieci arene di Spagna per numero di novilladas sono: Madrid (24), Siviglia (11), Algemesì (8), Saragozza (7), Navas de San Juan e Calasparra (6) Guadarrama, Valencia e Arredo (5), Albacete (4).
* José Tomas ha toreato in Europa 4 pomeriggi, prima di arrivare ad un passo dalla morte ad Aguascalientes a fine aprile.
* Victorino Martin ha venduto meno degli anni precedenti, 86 tori contro i 122 del 2008 e i 95 del 2009.
* In Spagna 133 ganaderias hanno combattuto una sola corrida, di queste 133 solo 60 hanno lidiato una corsa completa di sei tori.
* 23 novilleros hanno preso l’alternativa in Europa, da quella di Javier Cortes a Madrid-Vistalegre del 21 febbraio a quella di Juan Ortiz ad Aguilafuente, il 23 ottobre.
* Tra questi 23 neodiplomati si contano un signore di 59 anni (Antonio Marquez), un padrino di 64 (Juan Munoz), un padre che laurea il figlio (gli Esplà, il 20 giugno ad Alicante) e una ragazza, Sandra Moscoso.* 6 code nelle corride di Francia, 79 in quelle di Spagna: il primato della generosità va all’arena di San Fernando (Cadice) che in una sola corrida ha distribuito 8 orecchie e 4 code.
* I ferri che più degli altri hanno fatto correre i propri tori in Francia sono Miura (29 tori), La Quinta (26), Nunez del Cuvillo (25).
* El Fandi occupa per il terzo anno consecutivo e per il quinto negli ultimi sei la posizione di leader del plotone, con 95 corride toreate; alle sue spalle El Juli (76, dalla 5° alla 2° posizione tra 2009 e 2010), El Cid (72, dalla 10° alla 3°). Vengono poi Talavante (64) e Ponce (63).
* Nelle arene di prima categoria in Spagna hanno sfilato tra gli altri 1 toro di origine veragua, 14 santacoloma, 416 domecq. Nelle arene di prima e seconda categoria il 62% dei tori è di provenienza domecq, il 38% di tutte le altre origini insieme.
* Gli allevamenti che in Spagna hanno visto premiati più tori con giri d’onore sono Victorino Martin e Garcigrande, con 4 a testa.
* In Spagna le novigliade con picadores sono sempre in picchiata: 665 nel 2007, 411 nel 2009, 385 l’anno scorso. In Francia invece le novilladas tengono: 42 nel 2007, 39 nel 2009, 39 anche nel 2010
* Contestualmente vanno in crisi i novilleros: erano 238 nel 2006, 175 nel 2009, sono 156 nel 2010.
* El Fandi (118), El Cid (70) e Daniel Luque (49) i tre matadores che hanno tagliato più orecchie in arene di terza categoria.
* Nelle arene francesi hanno meritato una vuelta al ruedo i tori di: Robert Margé per 3 volte, Fuente Ymbro, Victoriano del Rio, Torrestrella, Escolar Gil per 2, e altri otto tra cui Palha e Dolores Aguirre per 1.
* Miura ha esibito in tutto 46 tori (29 dei quali in Francia), La Quinta 36 (26 in Francia), Escolar Gil 24 (12 in Francia), Prieto de la Cal 9 (7 di là dalle Alpi).
* Personalmente ho visto combattere tutti i Prieto de la Cal e i Coimbra che sono usciti in Francia: 7 e 6 rispettivamente, non era difficile. Ancor più facile mi è stato con gli Ana Romero (5), Flor de Jara (1), Gallon (1). Ho visto invece solo la metà dei tori che Maria Luisa e Tardieu hanno combattuto in Francia: 1 su 2, per entrambi gli allevamenti, un brutto risultato individuale.
* Cornate e acciacchi vari hanno ridotto la stagione di Perera (dal 2° posto del 2009 al 9°), Manzanares (dal 3° al 10°), Cayetano (dal 6° al 18°).
* Madrid è l’arena spagnola che dà più corride formali (39), Nimes quella francese (15, comprese due miste). A Madrid in 39 corride sono state attribuite 14 orecchie, a Nimes in 13 corride formali 40.
* Curro Diaz il matador che ha collezionato più paseillos a Madrid, 5.
* Nelle arene francesi di prima e seconda, la percentuale di encastes presentati è di 51 domecq/49 gli altri. Nelle 52 corride celebrate in Francia in arene di prima e seconda categoria si sono combattuti più miura e santacoloma che nelle 313 corride di stesso livello in Spagna (63/38).
* A Madrid la media di orecchie per corrida è 0.36, Zaragoza 0.64, Bilbao 0.70; a Valencia, agli antipodi tra le piazze di prima categoria, 1.93.
* 57 sono i toreri che si sono dovuti accontentare di 1solo contratto in tutta la stagione. 5 di questi si sono presi il lusso di tagliare, in quel pomeriggio, anche una coda.
* Rivera Ordonez, che adesso si fa chiamare Paquirri, ha toreato più volte in arene di prima categoria (6) che non Alberto Aguilar (5). In quelle stesse arene di prima categoria, Ordonez/Paquirri non ha tagliato neanche un’orecchia, Alberto Aguilar 6.
* Grande stagione per Maria Luisa Dominguez y Perez de Vargas che addirittura raddoppia il numero delle bestie inviate all’arena: passa da 1 a 2. Quell’uno nel 2009 era Clavel Blanco, quei due sono i due tori della concorso di Arles e Vic.
* I toreri che hanno più celebrato in Francia sono Castella e El Juli con 15 corride a testa. Al secondo posto Mehdi Savalli con 11. Alberto Aguilar (a 10 con Ponce e Bautista) e Rafaelillo 9 seguono di poco.
* Nelle arene di prima categoria, El Juli è il torero più presente: 31 apparizioni. Poi Castella (29), Ponce e Morante (21). Sempre riferendosi alle arene di prima categoria, il primato in quanto a trofei tagliati va a El Juli (55, con una media di 1.77), poi Castella (28, media 0.97), Manzanares (15, media 1,25) e Ponce (15, media 0.71)
* Nelle arene francesi sono stati liberati 475 tori (38 dei quali di allevamenti francesi, l’8%) e 238 novigli (87 francesi, il 37%). Nelle novilladas senza picadores la percentuale di tori francesi sale al 77%.
* Capitolo indulti: tra i tori da corrida, 0 in Francia e 22 in Spagna. Tra questi, divise come Nunez del Cavillo o Jandilla o El Cotillo. Tra i novillos, 1 in Spagna e 1 in Francia (rispettivamente El Montecillo e Alain Tardieu).
* Rafaelillo ha partecipato a 35 corride, la metà delle quali (17) in arene di prima categoria.
* I toreri che hanno celebrato in almeno una corrida sono stati 209.
- dati raccolti consultando il numero 1892/93 della rivista Toros, e le base-dati dei siti web Mundotoro, Portaltaurino, Terredetoros e Escalafon del Aficionado
(foto Ronda - Arles a settembre)
Comunicato stampa

Abbiamo tenuto segreta la notizia fino ad oggi, ma ora che è di dominio pubblico la lanciamo anche qua.
Uscirà a breve il nuovo romanzo di Matteo Nucci, intitolato Il toro non sbaglia mai.
Nelle prossime settimane qualche approfondimento in più, ma è chiaro già dal titolo che si tratta di qualcosa di grosso.
Avanti tutta.
mercoledì 19 gennaio 2011
La course de taureaux

Sì lo so, questo blog ha una spiccata inclinazione filofrancese.
Certo c'è una naturale predisposizione in chi lo cura e scrive, ma va anche detto che non è colpa nostra se tra le migliori cose che si vedono nelle arene molte provengono dal sud dei nostri cugini (Ceret, Vic e compagnia), o se tra le migliori cose che si possono leggere molte sono scritte nella lingua di Baudelaire (i testi di Durand o Wolff, per esempio).
Così è, inevitabilmene, per i documentari.
Fate uno sforzo e recuperate questo La course de taureaux (uscito nel 1961): non è sempre facile seguirlo nel suo svolgimento, il narratore fuori campo ha il maladetto vizio di parlare velocemente e di mangiarsi le parole, ma ogni fatica di concentrazione o per la traduzione è ripagata.
Si tratta di un film di montaggio in bianco e nero di una settantina di minuti, che unisce intenzioni pedagogiche, importanza documentaristica e interesse culturale: il filmato si apre con le immagini di una capea in un villaggio, siamo approssimativamente nella Spagna dei primi anni del secondo dopoguerra, e quelle sequenze già da sole basterebbero a giustificare la visione del dvd.
E' la Spagna dell'immaginario comune, quella delle feste di paese con chitarre gitane e uomini dallo sguardo macho, della polvere e dei fiori, e delle corse dei tori nelle piazze del villaggio.
Bello.
Pierre Braunberger, l'autore della pellicola, introduce quindi lo spettatore al mondo della corrida passando da riprese effettuate nelle arene a immagini di qualche prova nelle ganaderias, da spezzoni di faenas a panoramiche di respiro che abbracciano in un solo sguardo centinaia di tori al campo.
Ma la straordinaria forza di questo La course de taureaux e il suo incalcolabile valore stanno nell'incredibile collezione di episodi che il film inanella.
Da qualche fotogramma ad opera dei Lumiere in cui si scorge l'arrivo di Mazzantini all'arena (Mazzantini!), e siamo addirittura due secoli fa, fino ai lunghi momenti dedicati a Manolete in azione, dal toreo muscolare de El Gallo all'austera eleganza di Dominguin, da passaggi su Arruza e Aparicio a fotogrammi dedicati a Conchita Citron o Bienvenida, dai cavalli senza protezione a paseillos color seppia.
Davvero straordinario.
E quanto eccitante piacere suscita La course de taureaux nell'aficionado, che nel breve svolgersi del film si accorge della impressionante evoluzione del toreare: mettere a confronto 50 anni di toreo, per una volta non leggendone sui libri ma osservando con i propri occhi, è cosa di valore e che entusiasma.
Come se non bastasse, il dvd è impreziosito da 3 cortometraggi firmati da Lucien Clergue che completano al meglio un oggetto di valore indiscutibile per ogni aficionado.
Visione obbligatoria.
p.s.: lo si trova d'occasione a 10 euro alla Boutique de Passionés di Arles, per esempio, e sono soldi davvero spesi bene