
Se da una parte il dibattito secolare tra gli aficionados su quale sia il Numero Uno nel plotone, oggi José Tomas o Ponce o Juli, ieri Dominguin o Ordonez, Belmonte o Joselito e via così senza nessun'investitura ufficiale e definitiva, insomma se quel dibattito è regolarmente sospeso...dall'altra il mondo della tauromachia ha trovato senza possibilità di dubbio alcuno il suo Bob Rock.
Come non riconoscere infatti nel volto di Rafaelillo lo stesso profilo deciso (eufemismo), lo stesso grugno arcigno e determinato, la stessa collerica grinta del prode Bob Rock, funambolico pilastro dello storico Gruppo TNT?
E mal gliene incolga, ça va sans dire, ai disgraziati che non sanno di cosa (meglio, di chi) stiamo parlando: delitto imperdonabile non accogliere generosamente nella propria libreria, e poi non custodire gelosamente, curare con amore, leggere e rileggere le avventure del Gruppo, frutto impagabile della fervida mente del mai troppo compianto Max Bunker!
Ma non divaghiamo.
Abbiamo visto Rafaelillo quest'anno ad Arles, al cospetto dei Miura: stoico, ha offerto quel giorno i momenti migliori, mai abdicando e soprattutto cercando la sintesi tra rispetto dei canoni e esigenze della battaglia.
A Vic il torero di Murcia ha approfittato prima della carica di un Escolar davvero superiore, agile come una pantera e potente negli assalti, poi con Negrero, La Quinta pericoloso e indomito, ha dato dimostrazione di profonda serietà e autentico coraggio.
Un'orecchia ed un'orecchia, meritate e festeggiate.
Ma soprattutto ad Istres abbiamo potuto godere al meglio delle qualità di un torero che certo non ha nelle corde l'ispirazione gitana di un Morante o la classe cristallina di un José Tomas, ma che pur con meno grazia riesce ad elevare la tauromachia ai suoi livelli più alti.
Burgueso I di Escolar Gil è per me, fino ad ora, il toro della stagione: ben fatto e applaudito all'ingresso, deciso nei due assalti al cavallo e in particolare in quel primo durante il quale spingerà il gruppo equestre fino al burladero, enorme per intensità alla muleta.
Una macchina da guerra, un rullo compressore, una motore da fomula uno al servizio delle due corna affilate.
Rafaelillo con Burgueso I sfoggia la migliore combinazione delle sue capacità, in dieci minuti di emozione e di pienezza, quei momenti che ripagano di tutti gli sforzi e i sacrifici che l'aficion inevitabilmente pretende..
La muleta bassa, bassissima a solcare spirali sulla sabbia, il torero piegato a guidarla, e il toro dentro, senza sosta negli attacchi, un congegno meccanico perfetto.
Il crescendo epico di Aguero accompagna questa pericolosa, appassionante e vorticosa danza di amore e di morte, la plaza segue in apnea: Rafaelillo si mette in mezzo e da lì non si toglie, la muleta è padrona, e con l'ultima serie a sinistra il toro è dominato, vinto, chapeau.
Grande stoccata, portata con tutto il corpo, due orecchie per l'uomo e meritato giro d'onore per il toro.
Bob Rock alias Rafaelillo, un torero.
(foto Ronda - Rafaelillo e Callejero I di Escolar Gil, a Vic)
mercoledì 8 luglio 2009
Bob Rock e i tori duri
martedì 7 luglio 2009
Ancora Ceret

Il calendario parla chiaro: pochi giorni all'appuntamento con il Toro, a Ceret.
Che poi sarà anche rendez-vous con i tanti amici, virtuosi scambi di pastis e birre, una capatina al mare e una visita al museo Dalì di Figueres, più ovviamente i pomeriggi all'arena all'ombra dei Pirenei.
Quelli di Campos y Ruedos scommettono sui Sanchez Fabres, vedremo: sta di fatto che il programma è come al solito allettante, alla ricerca delle ampolle della casta più pura, e noi di nostro non nascondiamo di avere curiosità e voglia di vedere i portoghesi Coimbra, al sabato.
E' di nuovo ora di Ceret, olé.
(foto Ronda - all'arena di Ceret)
lunedì 6 luglio 2009
Chupinazooooo!

Alè, partiti.
Con il tradizionale e folle chupinazo di questa mattina la San Fermin 2009 ha preso il volo: su Repubblica una galleria di immagini dell'evento, e su El Pais uno specialone.
Sul Diario de Navarra le foto migliori.
Uno di quei puntini per ora ancora biancorossi, a fine festa il bianco tenderà inesorabilmente al rosa da tanto vino versato, è il nostro inviato Pietro: se tutto va bene ci aggiornerà con qualche sms dalla feria nei prossimi giorni.
Per seguire da casa gli eccessi sanfermines di questi giorni niente di meglio che connettersi all'ottimo sito San Fermin.com, che sfoggia immagini, video, racconti e parecchie altre cose.
E per chi volesse vedersi in diretta gli encierros, benché sprovvisto di parabola, sarà sufficiente attaccarsi ogni mattina al sito di Rtve.
Viva San Fermin, con un pò di invidia per chi è là.
venerdì 3 luglio 2009
Istres, i Miura

Esattamente due settimane fa sei tori di Miura correvano, per la prima volta, sulla sabbia dell'arena di Istres.
Successo al botteghino per la piccola arena francese tanto è vero che, in seguito alla lunga (e non prevista?) coda di aficionados che si accalcava alla biglietteria o che ingolfava i cancelli dell'arena, lo spettacolo iniziava con un quarto d'ora di ritardo.
Buon segno, per certi versi.
Passate due ore e mezza abbondanti Mehdi Savalli usciva in trionfo dopo aver tagliato due orecchie (decisamente generose) all'ultimo del sestetto.
Successo che certo farà bene al giovane francese, almeno sul piano della promozione, ma che rischia di inquinare il suo nuovo percorso fatto più di approccio consapevole che di ricerca spasmodica e incondizionata del trionfo.
Miurada triste per diversi aspetti, tori nel complesso arrendevoli, meno complicati e combattivi di quanto la leggenda racconti, svogliati alle picche e addirittura a tratti generosi e collaborativi.
Alla muleta, fatta eccezione per Rabanero che consentirà il successo di Savalli, pesantezza e carica corta. Tercio de varas non pervenuto.
Insomma e' mancata quell'emozione e quella sensazione di pericolo che una corrida di Miura riesce a trasmettere agli spalti, e il forte vento ha fatto la sua parte rendendo il tutto più complicato ancora.
Che ne è stato degli uomini?
La sorpresa della giornata, perlomeno a livello personale, è venuta da J.I. Ramos: torero che non conoscevo, ne ho apprezzato la serietà e la sobrietà. Mi ha ricordato El Fundi, in più di un passaggio, e non è paragone da poco si intende. Al quarto toro, ascoltata la musica, rovinava con una messa a morte macchinosa un lavoro apprezzabile alla muleta, premiato "solo" con un saluto al tercio. Da rivedere.
Padilla ha recitato al quinto uno show un pelo più dimesso del solito, ma pur sempre capace di essere sufficientemente populista da conquistare le gradinate: un'orecchia per lui, a dire il vero piuttosto vuota di significato e di ragioni se consideriamo che la faena è stata condotta quasi tutta a destra e che l'uccisione non è stata certo impeccabile.
Infine Savalli, intelligente nell'approfittare di un secondo avversario che aveva quel motore mancato ai cinque precedenti: 1 picca leggera per non sciupare tanto insperato capitale, un buon quite di chicuelinas e almeno due buone paia di banderillas, e qualche serie ben portata, perlomeno finché il toro ha avuto gas.
Il resto lo faceva il pubblico, sinceramente affettuoso fin dal paseillo con il torero arlesiano, e che invero non faticava troppo a convincere il presidente a esibire i due fazzoletti bianchi.
Così iniziava la feria di Istres.
Come preannunciato, è online la galleria di foto della corrida.
(foto Ronda)
ps: c'è di buono che l'overbooking fatto registrare alla taquilla mi aveva lasciato senza il biglietto regolarmente prenotato dall'Italia: ed è cosa buona perché come risarcimento per l'inconveniente il direttore dell'arena mi proponeva di sistemarmi nell callejon...massì si può fare, monsieur, mi ci metto.
giovedì 2 luglio 2009
Avanspettacolo

Da domani, con un certo ritardo lo ammettiamo, la galleria della corrida di Miura di Istres.
Questa foto valga da anticipazione.
(foto Ronda)
martedì 30 giugno 2009
3400 euro per José Tomas

Domenica prossima è in programma l'encerrona di José Tomas, che nella Monumental di Barcellona si prenderà da solo sei tori.
Come prevedibile, la cosa ha velocemente travalicato i confini dell'appuntamento taurino per sconfinare incontrollata nella terra dell'evento mediatico, della soirée stramondana, della fibrillazione apocalittica e irrazionale.
Così oggi El Mundo ci informa che un aficionado (?) ha sborsato su un sito di scambio di biglietti tra privati (sic...ma non si faceva prima a dire bagarinaggio?) la cifra di...di...6842 euro per due posti nel tendido di ombra.
3421 a biglietto, ossia 38 volte il suo prezzo di vendita.
Risparmiamo ai lettori qualsiasi commento, che tanto è semplice da immaginare, ma non ci asteniamo dal confessare la nostra personale ammirazione a chi è riuscito a piazzare due biglietti pagati poco meno di un centinaio di euro a quella cifra disgraziata.
Chapeau.
Con 40 euro in tutto, a fine maggio a Nimes, noi ci siamo presi due biglietti per la corrida di Garcigrande (uscita sorprendentemente interessante e encastada) con José Tomas al cartel, e le due birrette di rigore.
Strategie differenti.
(qui sopra l 'affiche esclusiva per la corrida di domenica, opera di Agustì Puig)
lunedì 29 giugno 2009
Un tranquillo week-end di paura

Per chi non ha ancora programmato le ferie d'agosto, per chi ha stabilito che passerà da quelle parti, per chi deciderà che potrebbe fare una deviazione...volentieri segnaliamo l'appuntamento con le novilladas strepitose di Parentis en Born, sud-ovest della Francia.
Strepitose per gli aficionados, s'intende, e decisamente meno per i giovani toreri che (almeno sulla carta) si troveranno ad affrontare novillos selvaggi, duri, forti, indomabili.
Segnatevi le date, sabato 8 e domenica 9 agosto.
All'ormai tradizionale appuntamento domenicale con i Raso de Portillo, Parentis è forse l'unica arena al mondo che ha il coraggio di programmarli (ripagata con corse palpitanti e da brividi), si aggiunge la novillada concorso del sabato: Partido de Resina, Prieto de la Cal, Barcial, Moreno de Silva, Alonso Moreno e Coquilla de Sanchez Arjona.
Sei ganaderias così, tutte insieme, è un privilegio raro.
Merito di tanta grazia è dell'Ada Parentis, l'associazione di aficionados locali che si fà carico di organizzare feria e corride: altro esempio virtuoso (Vic, Ceret) di amore e strenua difesa del toro vero e integro, passione per la tauromachia, capacità di lavoro.
Astenersi deboli di cuore, per tutti gli altri che transitassero in zona (Parentis en Born è nel cuore delle lussureggianti Landes, a due passi dai Paesi Baschi) tappa vivamente caldeggiata.
Sul sito dell'Ada Parentis tutte le informazioni del caso.
(la foto del Raso de Portillo, di Roland Costedoat, è presa dalla sezione Galeries del sito: dare un occhio per farsi un'idea...)
giovedì 25 giugno 2009
Istres: cresci bene che ripasso

Chi di noi non ha avuto l'amico giusto che, da giovani (molto giovani), assegnava con invidiabile sicurezza i suoi cbcr alle ragazzine incrociate in spiaggia o ad una festa?
Cresci bene che ripasso, un invito a mantenere le promesse e sbocciare presto in vista di un futuro e piacevole incontro.
Ancora ignari dell'implacabile fatto che poi, una volta cresciute sul serio, le ragazzine si sarebbero facilmente sbarazzate di noi ancora imberbi per approdare a più confortanti e maturi lidi, i ragazzi col motorino, quelli che già fumavano sigarette o addirittura che uscivano con la macchina, o che già avevano quella che per noi era ancora solo una terribile e inarrivabile chimera: l'esperienza...
Che cresca bene, la feria di Istres, che ripassiamo.
Una bella arena comoda e confortevole, alcuni dettagli gustosi negli arredi della plaza, un pubblico competente (soprattutto la domenica), un'organizzazione premurosa, una programmazione decisamente interessante, prezzi più che abbordabili.
I nostri tre giorni nel paesino del sudest sono stati un tuffo nella passione dell'aficion, tre giorni di puro godimento e piacere.
A convincerci per la zingarata era stato il cartel: Miura e d Escolar in corrida, Yonnet in novillada, una evidente propensione al torismo che è ormai la stella polare che ci guida nella scelta delle nostre calate nelle terre taurine.
Se a questo aggiungiamo che la corsa di Torrehandilla uscita il sabato, da noi disertata a favore di una giornata interamente dedicata a visitare ganaderias, sembra essere uscita ben più che dignitosa (e, dicono, molto meglio della media delle corride commerciali)...insomma, il pacchetto è completo.
Certo, la feria di Istres deve crescere: niente di scandaloso, l'appuntamento ha una storia ancora molto recente ed è normale che vadano registrati alcuni meccanismi.
La festa nelle vie è oggettivamente contenuta, rare le bodegas e ridotta l'animazione, anche se gli sforzi dell'organizzazione per rendere ricca l'agenda sono più che confortanti.
Nell'arena si paga il prezzo dell'essere plaza di terza categoria, la presidenza un pò indulgente e i lotti di tori (i Miura) non certo di prima scelta.
Ma non si può certo pretendere una sanfermin da un paese di qualche decina di migliaia di anime, e con una feria che è ancora alle prime edizioni.
Sta di fatto però che il nostro è stato un grande week-end di tori, tra quelli all'arena e quelli al campo, tanti e calorosi gli incontri con gli amici francesi, seducente ed irresistibile il richiamo dei calamares e del fino.
I Miura sono usciti male, insapori e moderni, i tre novilleros hanno dovuto sudare parecchio di fronte agli Yonnet, e la corrida di Escolar era violenta e dura, con un gran toro capitato per quarto e che un ottimo Rafaelillo ha dominato fino a meritarsi un trionfo rotondo.
Ma il bilancio è più che positivo, sia chiaro, e se Istres manterrà questa sua connotazione, essenzialmente votata a programmare innanzitutto corride di tori ("Esa es una plaza torista!", gridava irritato uno spettatore al presidente che limitava ad una sola la picca ad un Escolar), ci sarà da mettere in agenda anche per l'anno prossimo il fine settimana alla sua feria.
(foto Ronda - l'arena di Istres)
martedì 23 giugno 2009
Chez Tardieu

Come spiegare a un totale profano, e per di più magari con l'aggravante di essere italiano e quindi a digiuno di ogni conoscenza o residui culturali di tauromachia, che la corrida è essenzialmente ed ineluttabilmente esperienza di amore per il toro?
In un ideale percorso di avvicinamento alla corrida e per una corretta pedagogia dell'aficion, non ci sarebbe niente di meglio per iniziare che una visita ad una ganaderia: dove tutto, dagli orari agli spazi, dalle cure alle storie, è in funzione del toro, che qui è l'indiscusso re e l'oggetto di un amorevole culto altrimenti difficile da comprendere.
Reduci dalla manifestazione antitaurina del giorno prima andata in scena nell'arena di Nimes, dove un pubblico disgraziato e un'impresa criminale ha portato in trionfo i toreri di fronte a un sestetto di Zalduendo tanto insulsi e deboli da far compassione, e dove la noia ci ha avviluppato nei suoi melliflui tentacoli per due ore e mezza, che grande e indimenticabile boccata d'aria fresca la visita all'allevamento dei fratelli Tardieu la mattina del venerdì!
Uno di quei preziosi e impagabili momenti che ti fanno ringraziare il cielo, per chi ci crede, o la combinazione degli eventi, per noi laici e materialisti, di essere stato a suo tempo contagiato dal virus dell'aficion.
Guidati dall'amico Daniel, Loquito del Arte, e dal suo socio la talpa trombonista, l'accoglienza riservata da Louis e Alain Tardieu ha dato in pochi attimi la cifra di quella che sarebbe stata la mattinata: una stretta di mano sincera, un sorriso vero e profondo sul viso solcato dalle rughe dal tempo e dal lavoro, e un "grazie per essere venuti a trovarci" eloquente e grande nella sua semplicità.
Presto montati sul carro del trattore, il giro nella sconfinata tenuta (600 ettari, nella campagna alle porte di Arles) ha avuto per cornice una natura rigogliosa e luminosa, dove gruppi di cavalli camarghesi punteggiavano con il bianco del manto l'orizzonte e dove il verde della ricca vegetazione era un inno alla bellezza della natura.
Niente da fare, la fierezza che ha il toro da combattimento, il collo alto e le corna a toccare il cielo, il corpo di muscoli ben saldo sulle zampe solide, lo sguardo fisso davanti a sé a dominare sul creato, è cosa unica.
La bravura nello sguardo.
E il toro nel campo è ancora più imponente e sicuro, il toro nel campo è una statua da ammirare, un signore da riverire, una divinità nel suo olimpo.
Sono belli i tori di Tardieu, ben fatti, la testa imponente ed armata, i muscoli lucidi, portamento nobile, classe e serietà insieme.
Affascinante per varietà la paletta dei colori, berrendos, jaboneros, ensabanados...eredità genetica e nel pelo di quel Maravilla che da Tabernero arrivò fino in Francia a fecondare le vacche di Pouly, e da qui a cascata a dipingere i manti delle mandrie di diversi allevatori transalpini.
Dal 1951, data della creazione dell'allevamento, si sono mischiati in quelle vene il sangue santacoloma e quello gamero-civico, poi nunez e domecq.
Scendiamo dal carro, arrischiamo qualche metro con i piedi nell'erba fresca per ammirare ancora e meglio i becerros disciplinati al seguito delle madri, lo sguardo sornione e vigile del semental, l'ardore dei novillos, l'imperturbabilità dei cinquenos.
Alain e Louis a spiegarci, raccontare, lavorare, a introdurci nel caveau per mostrarci i diamanti più preziosi e per controllare ancora come ogni giorno quegli animali che riconosco, anche a distanza considerevole, uno per uno.
C'è amore nelle loro parole, amore vero per quei tori che ora sono lì a pochi metri e che ci fissano con gli occhi di chi sa di essere, qui, il padrone.
La più degna conclusione, a metà mattina, una merenda con vino salame e formaggio, per nutrire ed inebriare il corpo dopo che lo spirito e gli occhi già erano sazi: ancora parole, domande, racconti e sorrisi.
C'è José Tomas oggi a Nimes?
Sì.
E' grande, José Tomas, ma i nostri tori non li vuole.
Da Alain e Louis Tardieu abbiamo voglia di tornare presto, perché fa bene.
Nel frattempo, per chi volesse, è online la galleria di foto prese quel giorno.
- per ogni approfondimento, su Terresdetoros la scheda dell'allevamento Tardieu: da leggere -
(foto Ronda)
martedì 16 giugno 2009
Anteprima

Nei prossimi giorni il resoconto e le immagini della nostra visita alla ganaderia di Tardieu, sud dellla Francia.
La foto qua sopra valga da antipasto.
(foto Ronda - chez Tardieu)
domenica 14 giugno 2009
Proxima estacion

Esperanza, cantava Manu Chao...la feria di Istres diciamo noi.
Per tranquillizzare i lettori e i commentatori, per la delegazione di A5DS la giornata del sabato sarà rigorosamente risparmiata a quanto accadrà all'arena, e dedicata invece una ricca visita alle ganaderias della zona.
A seguire i tradizionali reportages.