mercoledì 18 maggio 2011

Da leggere, in italiano

E' capitato a chiunque si sia appassionato ai tori: prima o poi - tendenzialmente prima, o anche subito - arriva inevitabile il momento in cui nasce l'esigenza di conoscere di più, approfondire, sognare.
Ecco dunque che l'aficionado comincia a frequentare biblioteche, spulciando tra gli scaffali più nascosti o tra gli archivi più polverosi, e poi entra compulsivamente in ogni libreria che incroci sulla sua strada, che sia nella propria città o in una qualsiasi località nazionale od estera che egli si trovi a visitare, nella speranza di trovare un libretto di cui nulla conosceva, o ancora fruga in internet, chiede consigli ad altri appassionati, cerca recensioni, segnali, notizie che lo portino a trovare qualcosa da sfogliare.
Qualche libro che parli di tori, che racconti di pomeriggi indimenticabili sulla sabbia di Las Ventas o di quelle estate torride in Andalusia, che narri la vita di un torero o le gesta di un subalterno, che dettagli le suertes, che spieghi, illuda, favoleggi, apologizzi.

Certo, per un aficionado italiano questa ricerca è spesso penosa, fatta di lunghi passaggi in lande desolate ed aride, impossibile come la caccia al Santo Graal, ingrata, faticosa: un sacco di lavoro per recuperare, di tanto in tanto, un qualche misero titolo.
Giacché se sono pochi i testi che parlino di corrida tradotti nella nostra lingua, ancor meno lo sono quelli scritti in italiano: proviamo dunque a farne un elenco di massima, e valga anche come indicazione generale (certo incompleta) a quei lettori che ci scrivono e che ci chiedono - appunto - consigli e titoli.
Inutile dire che chi legga in spagnolo o in francese potrà godere di un catalogo infinitamente più vasto, ma non è questo che qui ci interessa.

Impossibile non partire, nella lista e nelle letture, dai lavori di Hemingway.
Morte nel pomeriggio (*) innanzitutto, la vera porta di ingresso allo straordinario mondo della letteratura taurina, uno scritto a metà tra il manuale e il romanzo e che introduce alle prime e fondamentali conoscenze, una lettura fondamentale per ogni appassionato. Un'estate pericolosa poi, il diario avvincente della sfida lunga una stagione tra il gentiluomo delle arene, Antonio Ordonez, e il suo cognato e rivale Luis Miguel Dominguin.
Fiesta (*) ha una progressione orgiastica ma trasuda di un eccessivo spirito sbruffone e yankee, mentre altri racconti si trovano in un paio di raccolte edite anche qua da noi.

Certo per chi scrive, e a costo di apparire oziosamente campanilista, Volapié dell'italiano Max David (*) è di gran lunga superiore agli scritti di Papa Ernesto: un libro meraviglioso e unico, scritto divinamente, che parla dei tori, degli uomini che li affrontano e della Spagna più profonda, di miseria e trionfi, passione e sangue.
Un capolavoro che ha un unico difetto: è fuori edizione da tempo, e si trova solo in qualche biblioteca comunale o su internet a prezzi non sempre accessibili.

Alle cinque della sera, per la triste tradizione italiana di storpiare tutto lo storpiabile, è il titolo di due libri diversi (!).
Citiamo per prima la raccolta di versi che Garcia Lorca dedicò a Ignacio Sanchez Mejias, un lungo pianto straziante e denso per celebrare il torero e l'amico.
Ma è anche, Alle cinque della sera, la trasposizione fantasiosa di Or I'll dress you in mourning (O tu porterai il mio lutto): gli autori Lapierre e Collins tracciano la storia della Spagna del secolo scorso ripercorrendola attraverso l'epopea del Cordobes, in un libro ben scritto e coinvolgente.

A fianco di questa che è l'artiglieria pesante, troviamo in Italia altri libri dal minore peso specifico ma che ci permettono di tuffarci ancora nelle storie della tauromachia, senza dover tenere un dizionario a fianco.
Specchio della tauromachia di Michel Leiris, ad esempio, che affianca saggio e poesia in un insieme che a dire il vero in ultimo risulta piuttosto barocco; Matador di Barnaby Conrad, un romanzo piacevole ispirato in un qualche modo alla vicenda di Manolete; e anche due opere particolari come L'arte del toreare e la sua musica silenziosa di Bergamin, che vale la pena provare a cercare, e Teoria e gioco del duende (*), ancora di Garcia Lorca, che profuma di arte, gitani, magia.
Di un manuale nella lingua di Dante avevamo già detto qui, di un romanzo intitolato Paloma è tornata (*) parleremo prossimamente.

Insomma cose da leggere ne abbiamo anche, qua in Italia, e questo è solo un tentativo di organizzare un primo inventario: a voi, naturalmente, di integrare con altre segnalazioni.

Ma attenzione, questo catalogo incompiuto ha pure una scadenza, è a tempo determinato.

Sì perché, finalmente possiamo annunciarlo, il 26 maggio prossimo uscirà per i tipi di Ponte alle Grazie Il toro non sbaglia mai di Matteo Nucci.
E sì, lo confessiamo, questo articolo non è altro che il pretesto per arrivare a queste ultime righe e poter dare infine la notizia: del libro di Nucci parleremo ancora, lungamente e ovviamente, per ora siamo felici di fare da megafono.

Dal 26 maggio, Il toro non sbaglia mai.
La lista qua sopra sarà un pò più lunga e un pò migliore.




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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Esiste anche il libro di Roberto del Miglio, "Storia della tauromachia, dalle origini alle odierne corride", 275 pagine, Laser Edizioni, via Marsala, 10 - 20030 Seveso (MI).

Non è pubblicità, non l'ho nemmeno letto e pertanto non mi pronuncio. Ma se si deve fare un censimento...

Comunque, per chi vuole approfondire, non resta che imparare lo spagnolo e il francese, che sono le lingue veicolari della tauromachia...

Saluti

Marco

Anonimo ha detto...

Io ce l'ho. Da leggere in ogni caso. E sono impazientissimo per l'uscita del libro di Nucci. Grazie per la preziosa segnalazione.

paolozanardo ha detto...

Grazie molte per i suggerimenti, Luigi. Io possiedo i libri fondamentali in italiano, che tu citi, sin dall'adolescenza. Il libro sul Cordobes è scritto bene, ma parla poco di corride, per i miei gusti. "Fiesta" è il libro di Hemingway che più mi è piaciuto, e non solo per l'ambientazione a Pamplona; purtroppo ho letto una vecchissima edizione (che era a casa dei miei genitori) con una traduzione terribile; a titolo di esempio, il traduttore scriveva "gli Stati" per "the States" (gli USA). Ahimé. Attendo l'uscita del libro di Nucci. Spero che non ci siano ritardi.
Un caro saluto

Paolo

maria chiara di luzio ha detto...

Salve qualcuno sa dirmi come posso fare per trovare il libro; L'arte del toreare e la sua musica silenziosa di Bergamin? Grazie