martedì 4 settembre 2012

Sorridi, click, macello



Si è combattuta una novillada di Prieto de la Cal domenica scorsa a Madrid: era il primo appuntamento di un interessante ciclo di corse giovanili che propongono un ventaglio di encastes differenti e nobili, linee di sangue relegate ai margini di un circo che tende sempre di più all'omologazione e alla edulcorazione e che, coscientemente e colpevolmente, le porta alla sparizione.
I veragua dell'altro giorno appunto, poi graciliano e buendia (Escobar), vasquez (Concha y Sierra), coquilla (Sanchez Fabres), e altro ancora.
Una meraviglia. Certo, si potrebbe obiettare che l'impresa si premura di dedicarsi queste operazioni meritorie lontano da San Isidro, infilando questi nomi in un angolo nascosto della stagione, ma passiamo.

Ora, i cinque Prieto de la Cal (fazzoletto verde per il primo) non hanno dato lo spettacolo che ci si attendeva da loro, via, è uscita una mala corrida.
Un pomeriggio di delusione amara e cocente per gli aficionados accorsi a Las Ventas, richiamati dal blasone della divisa giallorossa.
Decepcion, senza mezzi termini.

Capita.
Forse addolora assistere a una corsa di Prieto de la Cal che si trasforma in pallore e noia e fiasco, ma capita.

Bene.
La stampa prezzolata e organica al mundillo non ha esitato un solo secondo ad affondare le proprie zanne nel corpo ancora caldo, a far vibrare il colpo ultimo, a chiudere la faccenda.
Titolo di Mundotoro: Para la foto...y el matadero.
I sei (cinque) Prieto de la Cal andavano bene per la foto e per il macello.
Così, tranchant, definitivo.
Allineato, in fin dei conti.

Ora, sarebbe divertente mettere in fila i botti che hanno fatto negli ultimi anni Zalduendo e Juan Pedro e compagnia genuflettente, botti così clamorosi che li si è sentiti fino a qua; e sarebbe irresistibile andare a rileggere le cronache benevole quando non trionfalistiche, comunque e a priori.

Perché quando un toro si inginocchia, o quando ubbidisce a comando e stupido per genetica, o quando ripete settecento giri nella muleta, allora certo siamo al cospetto di un gran toro, di un toro collaboratore che è l'apoteosi della virtù ganadera e non invece, come sarebbe in un mondo normale, un insulto irricevibile.
Ma quando un toro di casta delude, no, va bene per il macello.
E per la foto, certo, così che anche le superstar dell'escalafon si facciano un pò di cultura taurina e si ricordino che esistono anche quelli.

Avanti così, e dovremo dire esistevano.


(foto Ronda - divisa di Prieto de la Cal)





2 commenti:

Anonimo ha detto...

Quella di Prieto de la Cal è una "ganaderia" con poca regolarità: allo stesso tempo tira fuori tori da concorso ( i famosi Farolero e Aguardentero) o corride superdure (S. Martin de Crau ) come "novilladas" soporifere e deplorevoli (e me ne ricordo varie).

L'esigua base genetica su cui può far conto l'allevatore, che non può ricorrere ad apporti esterni per "rinfrescare" la razza, ed i metodi assolutamemte tradizionali di selezione non consentono di ottenere un prodotto clonico e ripetitivo.

Questo è il rischio, ed il fascino, di portare avanti un "encaste" raro, e di ciò si approfittano i fautori interessati del mezzo-toro commerciale, che ogni volta che un allevamento di questo genere fa fiasco, si accaniscono senza pietà.

Ma quando questi tori escono con troppa casta, ugualmente li criticano, e li boicottano ( come Moreno Silva a Madrid), in ogni caso non vanno bene perchè "disturbano" la comoda routine del toro collaboratore che permette di tagliare orecchie con poca fatica.

E' sempre la stessa storia, due pesi e due misure: per i vari domecq-cuvillo-garcigrande ecc. ecc. una brutta corrida (e quest'anno ne abbiamo viste tante) non conta nulla, l'anno prossimo torneranno in tutte le Ferias, per gli altri, si indica la via del mattatoio. E pensare che ci sono toreri idolatrati come sommi artisti, che il 99 % delle volte fanno fiasco, e vivono del ricordo di qualche grande faena.

Saluti.
Marco

Fernando ha detto...

Vengo de trillo (Guadalajara) y he visto una muy buena novillada de prieto de la cal .Los 3 novilleros a hombros y han cortado 7 orejas.
Enhorabuena ganadero!