giovedì 16 aprile 2009

La margherita di Arles


Inesorabilmente rientrati dalla Féria di Arles, e prima di pubblicare nei giorni prossimi le immancabili foto le cronache e il resto, a mò di prologo ci esercitiamo oggi in un m'ama non m'ama pasquale, che per cominciare sintetizzi i quattro giorni in Provenza.

Cosa mi è piaciuto ad Arles

* il successo di Mehdi Savalli: lasciati al passato gli eccessi circensi, contro i Victorino è stato maturo e profondo come nessun'altro, bien
* la tienta a Fontvieille, un gran momento di pedagogia e passione taurina, resa imperdibile dalla merenda sui gradini con vino formaggi e salami dalle 11 del mattino
* ritrovare tutti gli amici di Arles, Nimes e dintorni
* il sole del lunedì
* il paio di banderillas di Padilla, al quarto Miura: venti metri di corsa e poi secco in mezzo alle corna, enorme
* la faena di Savalli al 6° victorino, la migliore della féria: derechazos e naturales profondi, lenti, rotondi e lunghi
* la visita ai tori all'Espace Toros di Gimeaux, e la finale della becerrada subito dopo
* le foto ai gitani di Lucien Clergue,
* la presentazione dei Victorino Martin, belli ai corrales e belli in pista
* la salve rociera ad ogni mezzanotte a Les Andalouses
* Chris & Chris
* la varietà dei manti dei Miura
* la faena di Castella al 4° del venerdì, capace di lavorare al centro dell'arena un toro clamorosamente querencioso al toril
* le serate alla bodega della Muleta, perso il conto delle caraffe di birra e sangria svuotate
* la mostra fotografica di Michel Volle
* il pomeriggio della miurada, con gli amici all'arena a condividere passione ed emozioni
* la novillada senza picadores del venerdì mattina, tori ben presentati e complicati e un tale Gimenez davvero notevole: da rivedere presto
* la seconda parte della faena di Lescarret al 3° Miura, finalmente messo e preso da lontano
* il passaggio a Garons il giovedì sera, per un'ottima cena italo-francese
* la disposizione di Rafaelillo con i Miura, il migliore a toreare la domenica
* la grande prestazione, come sempre, della delegazione emiliano-piemontese
* l'aficion di Arles, quella buona, incontrata alla Muleta, a Fontvieille, o nel giardino di Sara
* il pubblico dell'arena, affettuoso con Savalli, riconoscente con Lescarret, intelligente con Castella
* metà Padilla, quello che si fà carico del ruolo di responsabile di lidia, quello alla capa, quello che non rincula (l'unico) davanti ai Miura
* il pase cambiado di Castella al sesto, venerdì
* il grande successo del lunedì de El Panaté, il vero trionfatore della feria
* gli amici italiani ancora una volta ad Arles con noi
* Padilla che mette in suerte al cavallo, per la terza volta, il primo di Lescarret: ne avrebbe prese anche cinque, quel toro
* Calle Sierpes suonata dall'orchestra dell'arena
* Escandaloso capitato a Rafaelillo, il toro della feria
* l'Agua de Valencia e le caraffe di rebujito
* l'immancabile visita alla Boutique des Passionés
* le tre veroniche di Savalli, al sesto
* i victorino con il muso nella sabbia e le corna nella muleta, di continuo
* lo stufato di toro
* la competencia di Juan Bautista e Castella, che non si sono lasciati scappare un solo quite
* i traje de luces di Savalli e di Padilla
* i disegni di Eddie Pons
* la strenua difesa e l'ottima promozione che fà Arles delle sue tradizioni taurine: becerradas, capeas, promozioni per gli ingressi all'arena per i più giovani, e poi abrivado, bandido, encierro e cabestria
* gil applausi (giusto) al picador di Rafaelillo
* il brindis di Juan Bautista a Castella
* i churros nel cuore della notte
* la bodega di Losada
* la corrida di Miura, né storica né catastrofica, ma non un minuto di noia e parecchie emozioni, una corrida de toros
* il nuovo cd de Les Taupes Modeles
* in generale, la Féria de Arles

Cosa non mi è piaciuto ad Arles

* la vuelta al sesto toro del venerdì, ridicola
* metà Padilla, quello populista e volgare, piacione e rocambolesco
* la pioggia del sabato
* El Cid, vergognoso di fronte al suo primo Victorino
* aver perso il concerto ti Chicuelo II
* Lescarret che si è fatto mangiare km di terreno dai suoi due Miura
* le picche assassine ai primi due Miura
* la pioggia della domenica
* le novilladas perse a causa della pioggia
* il tercio de varas solo simulato
* la pessima presentazione nei recinti dei Jandilla e dei Domingo Hernandez, e di questi anche all'arena
* i tori che cadono
* aver visto poche bande in giro a causa del maltempo
* la troppa indulgenza di pubblico e presidenza per bajonazos e brutte stoccate
* il pubblico che fischia la terza picca ad un Miura
* le mostre di Lorjou e in generale tutte quelle all'Auberge Espagnol
* Ferrera, irritante per tutta la corrida
* i Victorino molto comodi, molto più una buona corrida commerciale che una buona corrida dura
* il prezzo di Los Toros con le foto di Crouser, che non scende mai sotto quei benedetti 60 euro
* il pubblico in tripudio per le banderillas a corna passate
* la generosità della presidenza del venerdì e della domenica
* i sorteo che finivano ancora prima che la gente entrasse all'arena
* l'aumento generale dei prezzi di birra e pastis
* l'orario proibitivo dell'encierro (10 della mattina)
* in generale, avere davanti un anno prima della prossima Féria di Arles

(foto Ronda - Savalli esce in trionfo lunedì sera)

6 commenti:

elisa ha detto...

Bello questo articolo, romantico, rispecchia anche i miei pensieri.
Ci sono cose alla feria di Arles che meritano di essere vissute e ricordate, in più, se si ha la fortuna di viverla insieme a degli amici "speciali" diventa davvero qualcosa di unico.
Non condivido però quello che dici sulle mostre di Lorjou:i suoi quadri mi sono piaciuti, forse non c'era niente di nuovo, è vero che ricordavano un pò Picasso e nei colori Chagall, però con qualcosa di originale nella composizione.
Non condivido nemmeno quello che dici sul pubblico che esulta per delle banderillas messe male e a corna già passate.
Io credo che le banderillas siano l'aspetto più "spettacolare" della corrida, il momento più divertende, quello con meno tensione, e allora è bello vedere che a metterle siano i toreri mentre la banda li accompagna ed è anche bello sentire il pubblico esultare e sentirsi parte di quel pubblico.
Per il resto tutto bene, anzi, biiieeeennn!

L.L. ha detto...

ça y est ... Elisa est amoureuse...

Anonimo ha detto...

Elisa, a tutti piace vedere mettere le banderillas, ma c'è modo e modo di eseguire la "suerte", e se le mettono nel costato del toro non va bene.

Concordo sul successo dell'amico Pietro, della sua torta verde si è parlato anche nella tertulia de LA MULETA.

Faa le mostre d'arte, non dimentichiamo gli acquerelli di Baylac, il presidente del Club Taurin Vicois, che rappresentano in maniera insuperabile il toro nel campo.

Un saluto a tutti gli amici e grazie per le belle giornate trascorse insieme.

Marco

chicco ha detto...

Concordo con Anonimo: le banderillas nel costato non piacciono a nessuno, e in particolare il banderillero di El
Cid ha fatto pena. Lo stesso Cid non era per niente in forma, mi ha dato l'impressione che avesse paura. Ho visto anche troppe stoccate sbagliate, ma è stata un'esperienza interessantissima ( era la prima volta ).

Anonimo ha detto...

Chicco era una prima di che?
Arles, Miura o corrida?

ferriko ha detto...

dicono che sia il maestro assoluto dei victorino (almeno stando ai successi delle passate stagioni)...
parlano soprattutto della sua capacità di interpretarli e dominarli con pazienza...
aspettiamo con trepidazione di verificare il tutto...
arriva e se ne va senza lasciare traccia, anzi...
il rifiuto d'El Cid, non di combattere, ma di confrontarsi con i suoi avversari deve stare in cima alla lista delle cose non piaciute ad Arles!!!
(vedi El Juli feria du riz 2007).
l'orrenda figura della sua quadrilla completa il quadro d'insieme di un passaggio a vuoto.
lo aspettiamo per una seconda chance?