mercoledì 10 dicembre 2008

23



Quasi che anche l'aficionado stringa un rapporto particolare con il destino, e la sorte, e la morte, pari a quello del torero, la storia di Carlo Federico Aguire y Sanchez è di quelle che alimentano il mito e il fascino della tauromachia tutta.
A proposito di descabello, di cui si diceva un paio di giorni fà.

La Havana e San Sebastian sono divise da un oceano intero, di acqua profonda e di costumi mondani: la ricca ed elegante regina basca è per Carlo la porta per l'occidente, la scoperta dell'Europa.
Siamo nel 1923, Carlo è nato il 2 settembre dell'anno zero, esattamente ventitré anni fa dall'altra parte dell'Atlantico.
Ventitré anni da festeggiare, l'ardore giovanile che a fatica si reprime nella bella ma altezzosa San Sebastian che con le sue spiagge mondane e i boulevard sontuosi non è cornice adeguata per una festa da ricordare, magari anche un pò eccessiva, perché no.
Carlo si annoia presto, oggi c'è da celebrare il compleanno a dovere.
Ventitré, in Europa.

Con gli amici noleggia una macchina e passa dall'altra parte della frontiera: a Bayonne è in programma una corrida, l'hanno letto sul giornale.
L'auto fila veloce lungo la costa, sale l'eccitazione, la giornata si mette sui giusti e desiderati binari dell'evento da ricordare.

Bayonne è altra cosa rispetto a San Sebastian, l'arena si intristisce tra i palazzi quasi di periferia, ma oggi non conta.
Il gruppo si procura i biglietti, i posti sono in alto, là in alto nella loggia.
Va bene lo stesso.

No, non va bene.
Per Carlo oggi tutto deve essere speciale.
Bagarino, breve trattativa, mano al portafoglio.
Seggiolino in barrera, prima fila.
Un'occhiata al biglietto: è incredibile.
Il posto è il numero 23.

Decisamente, il caso a volte è uno sceneggiatore da premio Oscar.

Dopo una corrida non male durante la quale Chicuelo impressiona il pubblico, il fotografo al quinto toro immortala Antonio Marquez concentrato, qualche istante prima di affondare il descabello per finire il toro.
In un angolo della foto si scorge Carlo Federico Aguire y Sanchez sorridere in barrera, è il suo compleanno, è con gli amici in gita a Bayonne, la sera torneranno a San Sebastian, e la corrida è stata buona.

L'ultimo sorriso di una vita che era misura del secolo.
Antonio Marquez abbassa con forza il braccio, il toro di Saltillo risponde con un colpo di testa fulmineo, la spada non entra e schizza per aria, verso il pubblico.

La camicia di Carlo si macchia di sangue.
La spada ha scelto il suo cuore a capolinea, è conficcata lì.

Il 2 settembre 1923, seduto al posto 23 della barrera dell'arena di Bayonne, Carlo Federico Aguire y Sanchez chiudeva la sua vita con un rotondo 23, né un giorno in meno né un giorno in più, la lama di un torero spagnolo nel petto.

(foto dell'arena di Bayonne presa da Arenes, blog dell'amico Laurent)

3 commenti:

bruno ha detto...

Heureusement que tu bosses ,la blogosphere est d'un calme
ciao
bruno

Anonimo ha detto...

sempre avvincenti e speciali le tue ricerche !!
roberto.

Anonimo ha detto...

Complimenti, ti silegge sempre che è un piacere, oramai una visita quotidiana sul tuo blog lo faccio sempre!!!
Marco