venerdì 5 settembre 2008

Dax 2008 - i tori



Prima di parlare dei tori di Dax è meglio scrivere due righe di premessa.
Negli ultimi tempi ci eravamo trattati bene, decisamente.
La chiusura della feria pasquale di Arles con dei Miura impressionanti ed emozionanti, due corride a Madrid con il toro di Madrid, Ceret con i Prieto de la Cal furiosi, i Bucaré forti e bravi, gli Hernadez Plà magnifici, e di nuovo i Miura a Bayonne, lunghi e armati.
Un bel filotto, non c'è che dire: sette corride vere, palpitanti, con tori duri, belli, potenti.

Il passaggio al toro di Dax, il toro per le figuras (le star della tauromachia), è stato troppo brusco.
Per una qualche forma di irrazionale illusione speravamo quasi di proseguire sulla stessa linea con l'aggiunta magari del bello, dell'arte, dell'emocion che i toreri di primo piano riescono a mettere.
Mercoledì 13 agosto per la prima della feria, quando è entrato il primo Conde de Mayalde (due belle corna, in verità), ci siamo più volte stropicciati gli occhi.
Ma ci saremmo presto abituati, desolati, che il toro di Dax è quello.
Inevitabilmente quello.

I tori di quel primo giorno si sono presi 6 picche e non una di più, forse perché meno di una a testa nemmeno a Dax hanno ancora il coraggio di non farne dare, e non hanno dato preoccupazioni ai toreri e interesse al pubblico.
Quando un lotto intero esce dal toril e viene accolto dal silenzio degli spalti, non è una grande giornata per la tauromachia.
Sei esemplari con poco morale, spesso distratti e per questo difficilmente toreabili, e quei pochi attimi di imprevista tensione li abbiamo dovuti più a episodi che alle maleintenzioni dei cornuti.
Nel grigiore del pomeriggio solo il terzo, Tempranito, ha mostrato una nobiltà accentuata, non vuota e tonta, permettendo a Talavante di fare un buon lavoro alla muleta.

Peggio ancora è andata con i Samuel Flores di sabato 16.
A partire dalle corna, tanto chiuse davanti agli occhi che c'era da chiedersi se effettivamente riuscirrero a vedere qualcosa. Sei esemplari omogenei: bassi e grossi, cone le corna larghe ma tutte ripiegate verso l'interno. E con un comportamento analogo, disinteressati all'uscita, rifiutando la prima picca ma andando a spingere alla seconda.
Alla muleta, il tracollo. Senza forza e senza carica, lenti e pesanti, a seguire il rosso della stoffa più per inerzia che altro.
Il terzo si chiamava Sanguinario, una barzelletta.
Tori noiosi, a voler essere gentili.
E dire che Samuel Flores sa anche presentare corride interessanti e piccanti, durante l'anno.

Con i Victoriano del Rio della chiusura è andata un pò meglio, ma sempre restando lontano dai fasti delle nostre ultime uscite.
Certo, delle tre corride questa è stata quella meglio presentata: belle corna, una discreta varietà di manto, corpi ben proporzionati e forti.
Alla capa i Victoriano hanno permesso più gioco dei Samuel, e El Juli e Perera hanno potuto offrire delle serie di veroniche a tratti anche molto buone.
Si sono viste le picche meglio inferte della feria, e Cantaor (uscito per terzo) ha accettato l'invito fatto da Perera che l'ha ben messo in suerte a dieci metri dal cavallo, è partito e ha spinto bene sotto gli applausi.
Purtroppo la corrida però si è rivelata, con il passare dei minuti, anche piuttosto sfortunata: un paio di tori infortunati, uno sostituito poco dopo l'ingresso.
Rimane del pomeriggio il corno sinistro del primo, che El Juli non ha saputo o forse voluto vedere, e la carica ordinata di Pudoroso che ha permesso nel finale a Perera di andarsene con un'orecchia.
Per il resto, quasi nulla da notare sul quadernino.

Troppe poche cose da ricordare, a livello tori, per l'edizione 2008 di Dax.
I tre Prieto de la Cal usciti sotto la tempesta a Ceret, da soli, hanno dato più brividi che queste tre corride messe insieme.
Per fortuna a Dax la festa è strepitosa, e alla sera è stato facile e veloce dimenticare gli sbadigli pomeridiani.

(foto Ronda: Diamante di Victoriano del Rio e Enrique Ponce con Garceto di Samuel Flores)

6 commenti:

bruno ha detto...

Je serai moins caustique que d'habitude et j'espère que Dax ce weed end nous procurera le plaisir que nous aimons
Arrivederci
ciao
bruno

bruno ha detto...

eh bien le verdict est tombé c'est une parodie de corrida avec des toritos ,un public totalement incompetent et un palco qui ne veut froisser personne et surtout pas son mouchoir.
Je te passse les mensonges des gens mandates pour dire la verite...faut bien qu'il est leur callejon l'an prochain.

Anonimo ha detto...

"le plaisir que nous aimons" ???? à dax ????

Anonimo ha detto...

Ormai da tempo ho deciso di non andare più a quegli spettacoli dove ci sono i soliti toreri "artisti" con i soliti mezzi tori, la corrida non è uno spettacolo dal successo assicurato, ma certi "petardi" si sentono arrivare da lontano, ricordiamoci, come ho sentito dire da un aficionado di Zaragoza, che il toro è il fondamento ed il torero è il complemento della tauromachia.

Saluti.

Marco

RONDA ha detto...

Alcuni amici presenti ieri a Dax mi hanno scritto quello che hanno visto loro: un toro di 480 kg, non piccato, il presidente che chiede a Perera di ucciderlo ma poi soccombe di fronte all'enorme richiesta di indulto di tutto il pubblico.
Un toro che ha permesso una faena lunga e a tratti anche emozionante, che non ha cessato un attimo di mettere le corna nella muleta, ma che nessuno di loro ha potuto giudicare completamente, non essendo di fatto andato alla prova del cavallo.
Indulto quindi assolutamente ingiustificato, a loro avviso.
Che poi è quello che si legge oggi su alcuni blog e forum di aficionados un pò più seri dei soliti due o tre siti di grido.

Anonimo ha detto...

E' il tipico "indulto verbenero" da plaza di paese sudamericano, questo è il livello di Dax, più o meno. Infatti la feria di settembre si chiama "Toros y salsa".
L'indulto dovrebbe essere riservato ad un toro eccezionale, per presentazione e comportamento, che ha dato il meglio di se in tutte le fasi della lidia. In teoria l'indulto è solo giustificato dal fine di migliorare la razza, insomma è la scoperta di un "semental" che l'allevatore non ha saputo vedere nel campo (quindi malignamente, si può dubitare del suo fiuto di buon ganadero). Se il toro non ha preso almeno tre varas in buone condizioni, già di per sè è squalificato. Se poi aveva un peso "piuma", è un altro motivo per non indultarlo. A Saragozza tre anni fa un toro di cebada Gago che indubbiamente aveva casta e classe, dimostrate nel cavallo e nella muleta di Encabo, rischiò di essere indultato per la richiesta di una piccola parte del pubblico fomentata dall'impresa che voleva tirare il colpo di marketing, ma a buon criterio Encabo entrò a matar, con il consenso dell'aficion, che fra l'altro aveva osservato che il toro era abbastanza bruttino, e "bizco" di corna (una più alta dell'altra) quindi geneticamente avrebbe trasmesso questa sua bruttezza alla discendenza, in quanto il maschio è quello che apporta il fenotipo.

Il fatto che un toro segua a telecomando la muleta e che questo basti per accendere il pubblico fino alla richiesta di indulto è solo il segno della decadenza a cui è giunta la moderna tauromachia.
Molto male il presidente che ha ceduto, ha dato un altro colpo ala serietà della plaza e della Fiesta in generale.

Saluti

Marco