domenica 28 settembre 2008

Ultras


Hai voglia a far disegnare l'affiche ad un architetto, a mandare in rotazione uno spot sulla rete nazionale, a fare il pieno all'arena tutti i biglietti esauriti, a richiamare personalità e celebrità di varia provenienza: ministri, attori, registi, sindaci, presenzialisti vari.
Magari ti dà una mano lo stesso Castella, che in un'intervista pubblicata quella mattina sul Midi Libre soffia sul fuoco dell'eccitazione e dice frasi sconnesse tipo mi spiace rovinare la festa a El Juli, oppure José Tomas chi? è un torero esattamente come chiunque altro, e via così.
Insomma hai voglia a pianificare e preparare ogni cosa nei minimi dettagli.
Hai voglia a voler costruire un evento, anzi l'evento.
Con i tori puoi orchestrare tutto alla perfezione, prima, ma dalle cinque del pomeriggio in poi non hai più nessun potere sulle cose.

Certo che il pubblico del sabato scorso a Nimes era per la stragrande maggioranza un pubblico di tifosi, e non c'è cosa più lontana da un aficionado.
L'aficionado all'arena è laico, mai di parte.
Metà arena veniva probabilmente da Beziers, città natale di Castella, e l'altra metà era molto jet-set, lì per l'evento mondano della stagione, per farsi vedere più che per partecipare.
Gli uni e gli altri erano lì per vivere un trionfo, e nient'altro, quasi fosse compreso nel prezzo del biglietto: abbiamo visto gente in fila ai cancelli alle tre del pomeriggio, due ore esatte in anticipo.
Eh, ne ha parlato anche la televisione, di Sebastien, per fortuna che siamo riusciti ad avere il biglietto: ci siamo anche noi.
Merda, ci sono anche sei tori da ammazzare, e vabbé porteremo pazienza: vorrà dire che berremo una coppa di sciampagnino in più una volta finito tutto.

Della prima categoria, quella degli ultras del torero, facevano parte probabilmente quei quattro signori di mezza età alla nostra destra, venuti a vedere Castella, a tifare per Castella, ad emozionarsi per Castella, i tori un antipatico ma inevitabile accessorio: le due donne alla prima veronica del maestro avevano già avuto un orgasmo.
Poco male, non è obbligatorio solidarizzare con i vicini di posto all'arena, pur se a volte si ha la fortuna di incontrare grandi conoscitori e persone squisite e conviene approfittarne.
Non era il caso di quel giorno e, insomma, ci guardavamo la corrida e stop.
Ma evidentemente il nostro atteggiamento durante lo svolgersi del pomeriggio (qualche applauso, un pò più di fischi, e parecchio silenzio) in qualche modo li incuriosiva, sicuramente non li convinceva.

Così arriviamo al sesto toro.
Ci sentiamo osservati, le sensazione istintiva e animale e quasi tangibile di avere degli occhi addosso.
Otto, infatti.
Quattro paia.
Fissi.
Te gusta la corrida senor?
Parli pure francese, signora, se preferisce: tanto non sono spagnolo.
Ah parla francese? Benissimo.
Le piace la corrida?
No.
Un bel no secco, convinto.
Sguardo incredulo e censore, la bocca aperta.
E perché non le piace?
Perché non è una buona corrida, signora.
E' per i tori?
Per i tori e per Sebastien, madame.
E' per i tori?
Per i tori e per Sebastien, madame.
Non le piacciono i tori?
No.
Ma nemmeno Sebastien.
E' la prima volta che vede una corrida?
Non proprio, signora.
Ah.
E questa non le piace?
No signora, però comunque vorrei vederla.
Lei si gira di nuovo verso il ruedo e istintivamente emettendo un gridolino applaude, ma non sa nemmeno lei che cosa perché eran due minuti che mi stava facendo l'interrogatorio.

Castella, a questo sesto toro, decide di mettere le banderillas.
Nel delirio generale, ovviamente.
Il primo paio lo piazza sul collo, a pochi centimetri dall'orecchio sinistro, che nemmeno gli allievi del primo anno della scuola di tauromachia.
La signora si spella le mani, noi fischiamo.
Sento che mi stanno guardando, lo so, ma non ho il coraggio di girarmi.
Li controllo con la coda dell'occhio.

Il terzo paio è un buon quiebro.
Applaudiamo.
Il marito della signora mi chiama, trionfante.
E questo non è buono allora?
Certo monsieur, se una cosa è buona è buona, se non è buona non è buona.
E la corrida non è buona?
No monsieur, mi spiace di cuore darle un dispiacere, ma no.

Non siamo gli unici, morto il sesto toro, a pensare che le cose siano andate male.
Perlomeno siamo in tre: c'è anche Sebastien Castella, che decide di offrire e di offrirsi un settimo toro, e miglior certificazione di una debacle non c'è.
Con il quale settimo toro fa tutto quello che è sufficiente fare per uscire in trionfo nelle arene di terza categoria della provincia andalusa: ricezione in ginocchio, banderillas facendosi rincorrere dal toro una volta piazzate, pase cambiado (maestoso, comunque), spada furba ed efficace.
Il tripudio sui gradini è incontenibile.

Noi non riusciamo a partecipare a tanto entusiasmo, applaudiamo un pò poi rimaniamo in silenzio.

Il pubblico chiede due orecchie e la coda, e la signora non ha più voce da tanto grida verso il presidente, che ha tardato una frazione di secondo ad assegnare i massimi trofei.
Si gira verso di noi, il volto sfigurato dalla gioia di aver visto Sebastien tagliare il rabo tanto atteso.
Non riusciamo a reggere lo sguardo e un nuovo interrogatorio, ci giriamo a nostra volta.
Incrociamo gli occhi di un'altra donna, è uno sguardo perplesso, scuote la testa.
E' un sollievo.

Un paio di ore dopo, al bancone della bodega Col y Toros, ordinando birre e tapas ascoltiamo distrattamente la tertulia che si sta svolgendo nella saletta poco più in là: si dicono le stesse cose che pensiamo, che Castella non ha il registro per affrontare una simile sfida, che questa corrida è stata male organizzata da lui e dal suo entourage, che il trionfo è smisurato, che il suo toreo oggi è stato meccanico e ripetitivo, che non c'è stata sincera comunione con il pubblico.
Bene, non tutto è perduto allora.

Nei prossimi giorni la cronaca più dettagliata dei sei tori.
Ops, sette, che c'era una coda da dover tagliare per forza.

(foto Ronda: Castella a Nimes, sabato 20 settembre)

7 commenti:

il panda ha detto...

liberate i tori!!!
w la soia

Anonimo ha detto...

Bravo Luigi, hai reso perfettamente l'idea di come ci si trova da "aficionados" in mezzo ai "tifosi".

Marco

il panda ha detto...

siete solo dei barbari. che vi hanno fatto i tori? perchè dovete massacrarli? che gusto c'è nel vedere morire un animale? è una lotta impari e sleale

Anonimo ha detto...

Forza Milan!!!!!!!

(et c'est qui ce con de panda? il peut pas retourner en se faire massacrer en chine??)

un abrazo

1+1+1+1+1+1+1+1+1

il panda ha detto...

anonimo'...vas tu a prendert'il nel retro'...jeancojon

Barbie ha detto...

hai fatto bene a nn dargli soddisfazione!

RONDA ha detto...

infatti: chiunque voglia leggere e commentare il blog è il benvenuto