domenica 26 luglio 2009

Sul blog




Avevo in mente un paio di post per aprire la settimana, ma proseguire come se niente fosse e senza tornare su quanto successo tra giovedì e venerdì sarebbe stato poco lungimirante.
Non ho nessuna intenzione di usare queste pagine per ribadire colpo su colpo ad alcune di quelle risibili bassezze di cui il sottoscritto e i pezzi che scrive (volontariamente e per passione, prima di tutto) sono stati bersaglio.
Sarebbe poco elegante, la mia qua è una posizione privilegiata e sarebbe meschino approfittarne.
E poi c'è che mi hanno insegnato che occorre dare alle parole il peso della bocca da cui escono, e quindi passo oltre.

L'orgia di commenti all'articolo di un paio di giorni fa, nel momento in cui scrivo ne conto 40 (record assoluto di A5DS), suscita e forse non solo a me qualche inevitabile pensiero: li condivido mettendoli qui, per chi avrà la pazienza di leggerli, senza troppo ordine e metodo nell'incatenarli.

Alle 5 della Sera è nato poco più di un anno fa perché al sottoscritto, dopo tre stagioni di tori, è venuta voglia di parlare di questa inaspettata e virale passione.
Col tempo il blog si è modellato una identità sua, ha raccolto attorno a sé qualche lettore costante e qualcuno più episodico, ha fatto da collettore e motivo per incontri sempre calorosi, ha avuto collaborazioni e legami spontanei tanto qua da noi che di là dalle Alpi.
Fin qua tutto, relativamente, normale.
O forse no, poteva andar peggio, e mi compiaccio di quello che sono ora queste pagine.

Ora, spiace che qualcuno pensi che A5DS e le persone che ci girano intorno (sostanzialmente amici, prima che lettori) abbiano la pretesa dell'assolutezza o della verità.
Nessuno custodisce nessun graal, da queste parti, e nessun celodurismo per segnare il territorio.
Sono fatiche che personalmente lascio a chi ha più convinzione in sè e più tempo a disposizione.

Anzi, tutt'altro: per me A5DS è nato anche per sperimentare questa passione, per mettere a nudo e in pubblico emozioni e riflessioni, per stimolare una sana aspirazione alla ricerca, ed essenzialmente per saperne un pò di più.
Scrivere come via per capire.

Certo è che un lettore qualsiasi che fosse capitato per caso sul sito venerdì, bisogna ammetterlo, a leggere la metà di quei commenti si sarebbe fatto l'idea che in Italia il profilo dell'appassionato di tori è quello di una persona con una passione accesa e viva, e però dal carattere rissoso e incline più ai colpi bassi che altro.
Il lettore che si firma José, al di là delle sue reinterpretazioni della lingua spagnola e del lessico taurino, non ci va tanto lontano: concordo, è piuttosto bizzarro vedere che l'unico (non è peccato di modestia, è che credo proprio sia così) sito italiano che tratta di tori e corride con una certa costanza, sia teatro di una bagarre verbale che per usare un eufemismo è andata un pò fuori tema.
Così non mi piace.

Però in quei quaranta commenti c'era anche dell'altro, e per fortuna, e il famigerato lettore qualsiasi se ne sarà accorto: sotto la cenere c'era una brace viva, di quella buona, capace di scaldare ancora per tanto.

A5Ds infatti dice che in Italia c'è, inevitabilmente sottotraccia e nascosta ma c'è, una qualche forma di passione ai tori: in un paese a-taurino (Marco ha ragione, anche in questo), c'è voglia di parlare di corride, di chiedere, di confrontarsi, di rivivere quei brividi che forzatamente andiamo a cercare a migliaia di chilometri da qua.
Ho un osservatorio privilegiato: non solo i commenti ai post, che leggiamo tutti, ma anche le mail che arrivano da tante città e tante regioni italiane, o anche le statistiche che fissano il numero dei lettori quotidiani del blog.
A5DS dice che in Italia la passione per i tori è più diffusa di quanto uno si immagini.

Normale che un blog come questo, vista anche la diffusione e la praticità della rete, possa diventare un punto d'approdo.

Però attenzione.
Un blog, per sua natura, è essenzialmente unidirezionale: va da chi lo scrive a chi lo legge.
Certo ci sono i commenti che il curatore del sito può decidere di lasciare aperti e senza censure (come nel nostro caso) o di moderare o addirittura di impedire.
La mia scelta è chiara, e mi affido al buon senso di tutti affinché la pagina dei commenti non venga stravolta e quello spazio bianco non diventi un ring.
Perché A5DS questo vuole essere e continuare ad essere, un luogo dove si raccontano storie, si dà qualche notizia di attualità, si fa un pò di pedagogia taurina, si incuriosisce qualcuno, si scrivono reportage dalle visite agli allevamenti.
Dove si parla di tori e corride, in italiano.
Non un luogo di dibattito aperto e continuo, mi spiace: magari lo spunto per fare qualche riflessione insieme, magari l'occasione per condividere qualche notizia o per commentare una foto o una cronaca, ma non un'assemblea permanente.

Altri strumenti sono più adatti ad un confronto immediato, strutturato, ordinato.
Il forum, per esempio, che molto più di un testo scritto da una sola persona (e dal quale deviare per inserire altri argomenti o fare proprie valutazioni che magari poco hanno a che fare con il resto) può adattarsi allo scopo.
Non conosco l'esistenza, passata o presente, di forum taurini in Italia: chi ha più memoria o esperienza di me potrà correggermi, eventualmente.
Pensiamoci, gli strumenti informatici per crearne uno ormai sono alla portata di tutti.

Perché Alle 5 della Sera continuerà ad essere quello che è, un monologo e non un'assemblea aperta, un diario delle esperienze di un manipolo di amici e compagni, un servizio prima agli estensori e solo poi ai lettori delle sue pagine, una vetrina per le fotografie più riuscite.
Uno straordinario pretesto per organizzare cene enormi, bevute impegnative (anche ad Arles, sì, una volta parcheggiata la fiat Punto), spedizioni alle ferias più interessanti, visite alle ganaderias.
Incontri.

E chiudo venendo al merito, perchè una parte di quei famosi 40 commenti hanno però ribadito quello che scriviamo da un anno e più.
Questo blog, il suo curatore e le persone che in un modo o nell'altro ci girano intorno, hanno una sensibilità tauromachica ben precisa.
Se non piace, amen.
Parole tenere sui domecq o sul circo mediatico che gira intorno al Morante di turno, da queste parti, non se ne trovano.
E se la feria di Ceret può apparire provincialismo taurino, poco male: noi ci andremo ancora tutte le volte che ci sarà possibile, e a chiunque ci capiterà di parlare consiglieremo mille volte di più un week-end di due giorni a Ceret che una feria intera a Malaga.
Nessuno è obbligato a leggerci, se queste cose non piacciono.
Non rappresentiamo niente e nessuno, e questo già è un bene: soprattutto, quello che ho e abbiamo fatto in questi mesi è stato solo frutto di una passione vera, che si alimenta giorno per giorno e che cresce ricca e grassa.
Certo, libero chiunque di pensarla diversamente, e di preferire Malaga a Ceret o il Tavernello al Barolo: chi è abituato a frequentare l'aficion, quella seria, sa che l'aficionado è maestro di laicità e che la corrida insegna all'esercizio dell'obiettività e a rifuggere ogni fanatismo.

Nella corrida non c'è nessuna verità definitiva, inutile cercarne e sciocco accapigliarsi per essa.
O meglio, no.
Mi correggo.
Nella corrida c'è una e una sola verità: quella del toro.
Alle 5 della Sera parte da lì.

Non posso chiudere senza ringraziare tutti coloro che leggono queste pagine, a prescindere dai gusti personali di ognuno: come potete immaginare è fonte di grossa soddisfazione, davvero, sapere di essere seguiti ed apprezzati.

Avanti dunque, speriamo ancora per molto.
E come direbbe il Maestro...suerte!


(foto Ronda - cliccare sull'immagine per vedere meglio)

8 commenti:

fabio ha detto...

ciao,seguo il tuo blog giornalmente da circa un anno, non ti diro' che e' il mio preferito...(quello e' Del Moral), non ho mai scritto un commento, talvolta non sono stato d'accordo con il tuo pensiero, le tue valutazioni ma mai come oggi sento il bisogno di dirti GRAZIE per cio' che fai per la fiesta attraverso questo canale e sopratutto per la gioia,la passione,il sentimento,la nobleza che trasmetti nei tuoi scritti...complimenti continua cosi'

Anonimo ha detto...

caro gigio,
leggere certi commenti mi ha instillato un'istinto in qualche misura protettivo nei tuoi confronti. So che non ne hai bisogno, ma te lo scrivo lo stesso: non ascoltare tutti i profeti che hanno sfogato le loro scrofole taurine in questo week end di canicola. Sembra quasi -scusami se te lo scrivo franco e diretto ma come sai nn conosco nessuno di quelli che ti commenta o ti ha commentato- dicevo: sembra quasi di leggere, nei commenti uterini degli altri presunti aficionados una sorta di sleale "invidia" per quello che tu, nel tuo piccolo di aficonado tardivo e con la tua modestia del viaggiator curioso, riesci a raccontare con soltanto qualche foto ben presa e qualche riga di commento a mo' di tableu de bord.
Per raccontare la corrida ci vuole rispetto. Io personalmente leggo A5DS almeno 2 volte a settimana perchè come sai amo la fiesta ma nn riesco (per ora) a seguirla come vorrei, diciamo che al momento sono credente e non praticante, e A5DS è come un breviario per "pregare" da solo, come un tappetino portatile da orientare alla mecca quando il momento lo permette...Vuoi un consiglio da ex blogger contestato?
Scrivi sempre come se nessuno dovesse mai leggerti. Fortunatamente non hai target di tiratura tu. (Anche se, continuando così, ti auguro che ti offrano il ruolo di commentatore tecnico del Pais per le corride di Las Ventas)

Ps
spiacente di scontentare A5DS ma come sai ahite vado a malaga, alla festa che tu sconsigli, ma purtroppo no way per me o Malaga (sono al mare lì vicino) o nada quest anno. Esplà conde cayetano castella alla fine li vedo volentieri nonostante tutto
1 abbraccio forte da un conterraneo
BARBI

Marco ha detto...

Io, invece, sono invidioso, e lo ammetto. Perchè, anche se mastico di tori da quasi dieci anni, un blog così bello non sarei riuscito mai a farlo. E fai benissimo a parlare di quello che credi. Uno può continuare a preferire Bilbao a Ceret, ma che cambia. Parlaci del toro, Luigi, ci interessa! Grazie e...enhorabuena y suerte!!! Marco da Siena

Anonimo ha detto...

Luigi, non potevi esprimerti meglio, chi ha orecchie per intendere intenda, "y quien se pica, que se rasque".

Saluti

Marco

chicco ha detto...

Grande Gigio...

Paolo Vit ha detto...

Ciao Luigi, ciao a tutti da Firenze.
Non ho seguito tutti i commenti sulla diatriba, che m'ha ricordato il differente sentire riscontrato nelle persone sugli spalti di una plaza de toros (tra l'altro nell'unica corrida vista in Spagna, qualcuno tirò fuori un cartello con scritto "que asco de ganaderia" riferito alla Nunez del Cuvillo).
Circa quest'ultimo post, evidentemente Luigi ha ritenuto di dover riaffermare il senso che anima il suo blog.
Da parte mia considero il risultato dei suoi vari post un vero e proprio servigio, per qualità e competenza, di cui (io che me la son vista con un paio di "vacchette") lo ringrazio.
Paolo Vit

Paolo Vit ha detto...

Circa il pezzo di Matteo Nucci.

In sintesi, comprendo bene lo spirito del suo pezzo su Repubblica, avendo vissuto 1 settimana in una ganaderia portoghese (www.barrocadalva.com), dove non solo ho imparato i rudimenti del toreo prendendo dimestichezza col capote, ma ho preso parte a tutte le attività giornaliere dei barrocaderi, diventendo alla fine quasi come uno della famiglia.
Esperienza unica, cui son legatissimo.

Un altro scritto, a meno di casi d'omonimia, di M. Nucci (http://www.chaosekosmos.it/pdf/2004_04.pdf) sulla tauromachia in E.H. costituì parte del mio bagaglio per il Portogallo (fu in quell'occasione che m'avvicinai a A5DS, che ebbi scambi con A. Cantù - per inciso mandai mail al CTM ma non ebbi risposta).

Grazie a Luigi, Marco, Alessandro e allo stesso Matteo.

Suerte a todos,
VP

Anonimo ha detto...

ciao Ronda, scrivo per la prima volta, anche se ti leggo da tempo.
Sono innamorata della corrida da 6 anni. Per caso, a San Sebastian (ebbene sì), da turista.
Anno dopo anno, di piccole a grandi plazas ho scelto il mio toreo, quello che mi piaceva vedere.
Non JT, non castella, noi i nunez. Ma El Fundi in ogni dove, Rincon che le canta a JB e Castella a casa loro, Ponce a Bilbao, i novillos di Miura, e Hagetmau e Riscle. Ognuno si sceglie queelo che più gli piace: Sassicaia o Barolo, Nunez o Victorino, JT o Rafaelillo.
Grazie per i regali che ci fai: le splendide foto, i racconti... è ovvio che tu vedi arles/ceret in un certo modo e io in un altro ma ti ringrazio per "l'altro punto di vista".
Grazie per le traduzioni (che bello l'articolo sul toreo in Italia di quest'inverno), per le diatribe Morante sì, Moarante no, indulto sì, indulto no.
Ne ho visto uno, a Beziers, e mi dispiace per chi è contro ma è stata un'emozione che manco il primo bacio. Caralegre caricava qualsiasi cosa, e il torero non era JT, ma Ivan Garcia, all'ultima di feria, sotto la pioggia. Ed era un Valdefresno con due corna così, altro che nunez. Indulto sì, uno nella vita sì, lo auguro a tutti.

Da Torino con la Clio

Marzia