martedì 1 luglio 2008

Un pugno di fango


"Da Mendez y Pelayo a Hemingway, da Guerrita a Cossio, tutti hanno scritto che la corrida è una tragedia. Ed è veramente così.
Senza la maledizione e la fatalità sofoclee, senza l'orrore shakspeariano, la coorida è una antica tragedia in costume, con coro, ed un suo particolare apparato coreografico ed un'infinità di povere neccessità materiali; attrezzi, costumi, palcoscenico, quinte.
I burladeros ove il torero messo in crisi durante la lotta si nasconde burlando il toro, sono le quinte della plaza.
Poi ci vogliono le cappe, le muletas (drappi rossi più piccoli delle cappe coi quali si lotta con il toro nella fase che precede l'uccisione), le picche, le spade, le banderiglie, i pugnali per il colpo di grazia, e la mezzaluna e il descabeglio; son tutte armi micidiali che ci vogliono per la corrida.

Forse anche per questo la corrida diverte, ma non fa mai ridere, mai.
Alla corrida si freme e si trema.
Tutti avrebbero una voglia pazza di ridere: basta una sciocchezza, basta che un banderigliero perda correndo una scarpetta che il pubblico si mette a ridere.
Però questo è un fatto nervoso; è una reazione nervosa.
Durante la giostra il torero non ride mai. Manolete era paurosamente serio.
Al pubblico non piace il torero che ride, e se fu tollerato il sorridente Bombita gli è che il suo sorriso era veramente eccezionale.
Anche quando il toro sta per crollare vinto ed al matadore si fanno intorno gli uomini della quadriglia per accelerare con le cappe agitate lo stordimento e la caduta della bestia; anche quando il toro si inginocchia, si rovescia e dà l'ultima annaspata con le gambe rivolte al cielo, il torero non ride.
S'agita, vibra, impallidisce, tutt'al più sorride, ma non ride mai.
Diventa arrogante, apre il petto, irrigidisce il collo, spalanca le gambe, ma non ride.
Agita le braccia come per non far avvicinare altra gente, vuol restare solo col suo morto, e sembra che pianga.
Se infine sorride al trionfo, è un esaltato dionisiaco sorriso che gli sporca la faccia come un pugno di fango."

- brano liberamente tratto da Volapié di Max David, ed. Bietti -

(immagini di quadri di Alain Lagorce, pittore e aficionado parigino)

3 commenti:

bruno ha detto...

.....et voila un excellent article bien ficelé et explicite.

blackbado ha detto...

Ciao Gigio
oggi è Palio.
Dacci un'occhiata.

Anonimo ha detto...

J'ai l'original du premier chez moi

Martin@