giovedì 10 aprile 2008

L'aereo del Cid e Ponce


El Cid è un torero sobrio, lo dicono tutti, ormai è un refrain irrinunciabile.
Un’etichetta indivisibile dal nome, una formula standardizzata, un binomio inscindibile.

Francamente è difficile definire lo statuto ontologico del torero sobrio: si intende forse così definire il suo toreo, in effetti poco incline a narcisismi e fioriture e invece più attento alla preservazione di un classicismo magari poco spettacolare ma profondo e puro.
O forse la sobrietà alla quale ci si riferisce è quella dell’uomo, lontano dalle tentazioni della vita da protagonista se non addirittura da star, lontano da fotografi, serate mondane e dichiarazioni roboanti.

Ma è vero, qua si parla di un (grande) torero diverso da tutti gli altri (grandi) toreri.
Per dirne una sola, El Cid è quello che l’anno scorso a Bilbao (e mica in un villaggio qualsiasi della provincia andalusa, ma a Bilbao, dove i tori escono grossi e armati) si è messo di fronte a sei Victorino Martin.
Sei Victorino Martin.
Chi c’era ricorda un pomeriggio di lacrime: del pubblico per l’emozione e i brividi, e di Manuel Jesus, El Cid, per l’emozione e la fatica.

Ecco, fino a pochi giorni fa El Cid era uno dei pochi toreri di primo piano a non avere un sito internet.
Preferiva al virtuale la concretezza delle serate nei club di aficionados, a Madrid e in giro per la Spagna, che si beve un bicchiere, ci si guarda in faccia, ci si spiega con le parole con gli occhi e con le mani, a parlare di tori e toreri.
Ora è in rete la sua pagina web.
Che non è fatta male, invero, con un bel excursus della sua carriera dagli esordi ai trionfi di oggi e con dei commenti interessanti e curiosi che El Cid fa sul suo proprio toreo.

Il problema è nella sezione reportajes.
Si legge che El Cid e Ponce hanno condiviso un aereo, privato probabilmente, per trasferirsi fino ad Arles dove avrebbero toreato insieme il venerdì di Pasqua.
Partenza da Siviglia, piccolo scalo a Valencia per recuperare Enrique Ponce, di nuovo in rotta fino ad Avignone e da qui all’arena.
Le foto sembrano una rinuncia definitiva a tutta l’epica del torero-personaggio-vero nonostante il successo, legato alla tradizione fino al parossismo, la tradizione che vuole anche ad esempio che torero e cuadrilla si spostino in macchina e furgoncino tra una città e l’altra.
Le immagini di quel viaggio in aereo Siviglia-Valencia-Arles, corrida floscia di Samuel Flores sbrigata velocemente, e poi ancora Arles-Siviglia per toreare a Pasqua, sembrano segnare un passaggio, umano prima che altro, dello statuto e della vita del torero.

Decollo, atterraggio, corrida, due tori, decollo, atterraggio.
La sobrietà spazzata via, per un verso.

Ma c’è uno scatto, in quel www, e l’imbarazzo dell’aficionado che ha sempre apprezzato le qualità di serietà e semplicità de El Cid è fortunatamente compensato da quei tre o quattro video che ci sono sul sito, nelle altre sezioni che fortunatamente restituiscono la giusta dimensione al tutto.
Bilbao ovviamente, e poi la faena a Borgones, un Victorino Martin da vuelta al ruedo e da due orecchie per El Cid, l’anno scorso a Siviglia.
E la faena, grandiosa per potenza e intensità, a Guitarra di Alcurrucen, a Madrid nel 2005.
Consiglio di prendersi qualche minuto e godersela.

Quel giorno Cesar Rincon uscì dalla Puerta Grande dopo una lezione di toreo e El Cid regalò questo capolavoro.
Erano arrivati nella capitale in macchina e con il furgoncino, insieme alla cuadrilla, di sicuro.

(foto Ronda: El Cid a Arles, venerdì 21 marzo 2008, corrida di Samuel Flores)

1 commento:

barbi ha detto...

ok...è un mestiere come un altro, certe volte. Massimizzare profitto, utilità, toreri come managers.
chissà se hanno segretarie, uffici stampa, commercialisti impegnati a portare i loro soldi in qualche paradiso fiscale.
ma quando entra il toro...